Orti, nuovo regolamento ma gli anziani protestano
«Il Comune effettua pochi controlli sui lotti assegnati e poi abbandonati» Al via il bando poi sarà redatta una graduatoria. La piaga dei furti di verdura
Il nuovo regolamento degli orti urbani, che in città sono molte centinaia in vari quartieri, sta creando polemiche tra le “vecchie guardie” di questi fazzoletti verdi in cui coltivare la verdura che poi si mangia a tavola tutti i giorni.
Gli orti urbani sono una realtà che esiste a Carpi da oltre 10 anni. Sono concessi non solo ad anziani ma ultimamente anche a giovani famiglie, come integrazione al reddito ma anche come strumento di socializzazione e di promozione dell'agricoltura. L'Unione delle Terre d'Argine ha deciso di approntare un Regolamento unico per tutti e quattro i comuni che ne fanno parte ed uniformare così le procedure di assegnazione definendo criteri omogenei. Il nuovo regolamento, discusso a fine dicembre nel Consiglio dell’Unione, è entrato in vigore lo scorso primo gennaio. Il documento definisce le finalità dell'assegnazione gratuita di piccoli lotti di terreno comunale, i compiti dell'Unione e dell'assegnatario, i requisiti di questi lotti e di chi fa domanda, le modalità di assegnazione degli orti e della gestione degli stessi oltre che i controlli da eseguire.
Gli orti potranno essere assegnati a residenti nei comuni dell'Unione da almeno tre anni, che non abbiano altri terreni e siano in grado di coltivare il lotto, con un'attestazione Isee che non vada oltre i 20 mila euro. «Si tratta della concessione di un beneficio, dunque va tenuto conto di questo dato nella redazione della graduatoria per l'assegnazione dei lotti - ha ricordato Barbara Papotti, responsabile municipale del piano orti - così come del fatto che lo richiedano famiglie con figli. Dal 2016 si faranno solo nuove assegnazioni e man mano si renderanno disponibili dei lotti: si farà un bando che poi diverrà aperto, con due graduatorie l'anno».
Il tema, come dicevamo, stra creando dibattito e polemiche all’interno dei circoli che gestiscono gli orti. «Noi - spiega Elio De Lorenzi, consigliere del centro orti in zona acquedotto, sodalizio che conta 160 mini lotti e 300 tesserati - siamo veterani del settore e conosciamo bene le dinamiche che si creano. Siamo d’accordo - continua - su tanti aspetti del nuovo regolamento, ma poi bisogna concretizzare quello che sta scritto sulla carta. Uno dei punti dolenti è quello dei controlli da parte del municipio. Purtroppo vi è una quota di lotti che, poco dopo l’assegnazione, vengono di fatto abbandonati, mentre altri richiedenti restano in attesa. Noi pensiamo - continua - che il Comune dovrebbe essere più severo con chi non prende sul serio l’impegno. C’è poi da dire che gestire l’orto è anche dispendioso. Noi complessivamente spendiamo circa 7mila euro l’anno per energia, acqua e altro, quindi non si può dire che la verdura prodotta sia a costo zero. Senza contare i numerosi furti che interessano i nostri lotti. Nel mio i ladri sono venuti più volte e la mattina quando ti accorgi del furto...». (ri.fi.)
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