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«Se Pistoni non dà la svolta sarà il peggiore di sempre»

di Andrea Gilioli
«Se Pistoni non dà la svolta sarà il peggiore di sempre»

L’ex primo cittadino Luca Caselli analizza il 2015 e va all’attacco del sindaco «Non ha mantenuto le promesse e ha troppe deleghe: dovrebbe dimettersi»

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«La cosa migliore fatta dalla giunta nel 2015? L’albero di Natale...». Usa un po’ di ironia l’ex sindaco Luca Caselli, oggi capogruppo in consiglio della civica Sassolesi, per descrivere il 2015 della giunta Pistoni. Per l’ex primo cittadino la giunta è immobile, ha fatto solo proclami e continua a scaricare le proprie responsabilità.

«Il 2015 - spiega Caselli - è stato un anno sprecato per la città. Il Carani è ancora chiuso, le tasse sono al massimo e ai numerosi annunci non sono seguiti i fatti. Pensiamo ai 200 giovani che avrebbero dovuto trovare lavoro, chi li ha visti? Stessa cosa per i 50mila turisti per l’Expo, di cui non si è vista neanche l’ombra. La vicenda che più ha indignato la cittadinanza è certamente quella relativa all’inchiesta Untouchables, che sta ancora lambendo l’amministrazione. Il sindaco si sarebbe dovuto dimettere, ma non lo ha fatto, benchè la gente glielo continui a chiedere. Se nel 2016 questa giunta non compirà una vera svolta sarà ricordata come la peggiore di sempre, lo dico senza polemica».

Alcune vicende, secondo Caselli, sono da imputare al gran numero di deleghe che il sindaco Pistoni ricopre, che non consentono un adeguato controllo sull’attività dei tecnici: «Il recente episodio dei cartelli - continua Caselli - è stata una scelta poco furba, una brutta figura che è finita sui media nazionali. Come opposizione ci abbiamo riso sopra, ma il fatto è che chi ha le deleghe politiche deve controllare il lavoro dei tecnici. Anche sulla sicurezza, che è tornata ai livelli dell’era Pattuzzi, la giunta non sa cosa fare, perché il sindaco ha troppe cose da seguire di persona. Almeno Pattuzzi, ai suoi tempi, aveva cercato di intervenire, qui siamo invece nel più totale immobilismo».

Tra le accuse mosse al sindaco e ai suoi uomini anche la poca riconoscenza verso i predecessori sulla vicenda Sgp: «Finalmente si è arrivati al concordato - afferma soddisfatto l’ex sindaco - ma nessuno si è ricordato di noi. Questo traguardo, importante per la città, per la società e per i dipendenti, è per almeno il 50% un risultato della mia giunta. Sono stato io il primo sindaco in Italia a chiedere il concordato per una società in house. Il Pd allora votò contro invocando il dissesto, adesso il sindaco del Pd si vanta di aver evitato il dissesto, mentre in campagna elettorale criticava la scelta del concordato. Non renderci il merito di questo traguardo è stata una piccineria. Speriamo almeno che la società adesso venga gestita oculatamente e che si trovi il modo di farla stare in piedi anche senza i contributi del Comune».

Il 2015 è stato anche l’anno dell’uscita di Claudio Corrado dalle fila dei Sassolesi, e sulla vicenda Caselli non entra troppo nel merito: «È stata una scelta personale - commenta il capogruppo - il feeling si era incrinato, ma si poteva recuperare. Personalmente Claudio resta un amico, ma politicamente non condivido la sua scelta».

Sul futuro di Caselli in politica l’interessato lascia aperte diverse ipotesi: «Nel 2014 - racconta - ricevetti una proposta per candidarmi al consiglio regionale con Forza Italia, ma la declinai perché non era il mio obiettivo. Al momento, se guardiamo alla politica nazionale, sono, come tanti uomini di destra, senza una casa. Mi servirebbe un equivalente del Front National francese, ma per ora non c’è nulla, e il mio amore per la politica sta diventando sempre più una convivenza forzata. Anche nel locale, se non cambiano gli scenari, potrei ritrarmi a vita privata. Sono contento di essere tornato alla mia professione di avvocato, e in politica credo di aver dato quello che potevo dare. Forse potevo fare meglio, ma di certo non mi sono risparmiato. In opposizione mi sto trovando molto bene con i consiglieri del Movimento 5 Stelle: se li avessi conosciuti prima li avrei presi nella mia giunta. Vengo da un movimento che lottava contro la partitocrazia, quindi è normale che mi trovi in sintonia su alcuni temi con il M5S».

Infine, tra calcio e politica, i propositi per il 2016 di Caselli: «Continuerò - conclude - a fare opposizione e lavorerò per costituire il “Club Lazio Modena”. Alla maggioranza suggerisco di darsi da fare e di smettere di dare colpe ad altri e mentire, perché è un atteggiamento che la gente, ormai, non sopporta più».

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