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Addio a Paolo Mandini, voce di Coop Estense

Addio a Paolo Mandini, voce di Coop Estense

Originario di Ferrara, dove fu assessore con il Pci, lavorò per anni a Modena nella comunicazione

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MODENA. È morto Paolo Mandini, già responsabile dell’ufficio stampa di Coop Estense a Modena dove pure è stato per anni figura di spicco nel mondo delle cooperative. Aveva 72 anni, buon parte dei quali spesi per la politica.

O meglio per cambiarla, per farla aderire agli ideali della sinistra e coniugarli con quelli dell’etica. In questo suo cercare il nuovo e rimediare agli errori e ai ritardi della sinistra e del suo Pci ha incontrato personaggi straordinariamente importanti, del calibro di Alexander Dubcek, il protagonista della Primavera di Praga che nel 1968 cercò di portare il socialismo oltre le colonne dell’Urss; quell’anno in consiglio comunale il giovane comunista Mandini si battè in consiglio comunale e nel Pci ancora troppo ossequiente verso Mosca per sostenere il “socialismo dal volto umano”; poi, oltre vent’anni dopo, Mandini fu ospite di Dubcek a Praga e lo portò a Bologna in visita quando ormai era stato riabilitato dopo la caduta dell’ex Urss.

Ebbe contatti anche con Mikhail Gorbaciov; il leader della perestroika approdò a Modena anche grazie all’interessamento di Mandini, negli anni in cui era responsabile della comunicazione di Coop Estense, ma soprattutto era in grado di tessere legami e amicizie a ogni livello.

Nella prima metà degli anni ’90 partcipò a varie missioni nell’ex Jugoslavia: una in particolare, durante il conflitto, fu con una ceramica sassolese che ricostruì il mercato centrale di Sarajevo distrutto dalle bombe. Anche in quell’occasione le sue capacità di mediazione furono decisive.

A Ferrara svolse vari incarichi a livello politico: apprezzato assessore allo Sport, entrò in rotta di collisione con il sindaco Soffritti nei prima anni Novanta.

Insieme a Fiorenzo Baratelli, a Luciano Bertasi e a pochi altri, sollevò la questione morale, la natura dei rapporti tra amministrazione comunale, partito e la Costruttori di Donigaglia. Solo anni dopo il nuovo segretario Pds-Ds, Roberto Montanari, gli riconobbe di aver visto con preveggenza il deterioramento tra politica ed economia.

Alcune settimane fa Mandini fa era caduto in casa e aveva battuto la testa; il conseguente ematoma aveva preoccupato i medici, ma alla fine era stato riassorbito. Altre patologie di cui soffriva lo hanno condannato al silenzio.

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