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Modena, alunni aggrediti, indagini sulla maestra

di Francesco Dondi
Modena, alunni aggrediti, indagini sulla maestra

I genitori da mesi ne chiedono l’allontanamento e ora boicottano le lezioni. La scuola: «C’è un procedimento in corso» e intanto la preside aspetta la commissione disciplinare mentre la fa affiancare da altri colleghi

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MODENA. Rivolge ai bambini insulti quali “ testa di rapa” o “non capisci un cavolo”, giustificando le sue espressioni con l’affermazione che non si tratta di parolacce ma di “nomi di verdure”. Chiama i piccoli: scemi, cretini, teste di muro. Perdendo il controllo della situazione la maestra arriva a strattonare i suoi alunni, spingendoli con la sedia, a volte facendoli addirittura cadere, come più volte riferito dai bambini. E questo è soltanto uno degli inquietanti passaggi contenuti in una lettera che 18 genitori di una classe di Modena hanno recapitato alla dirigente scolastica. C’è la bambina chiamata “stordita”, quello che riceve continui scappellotti e quella che per tranquillizzare un compagno viene costretta a dargli alcuni bacini. Ci sono quelli che giocano in corridoio, quelli spinti e fatti cadere dalla sedia e quelli che ricevano caramelle dagli sconosciuti al di là della recinzione che delimita la scuola senza che l’insegnante avverta i genitori e i colleghi.

E' SCATTATA LA DENUNCIA DEI GENITORI. Ma la situazione descritta dai genitori va ben oltre: l’insegnante è considerata inadeguata a gestire la classe dove ormai, dopo scatti di collera piuttosto frequenti, esplode in pianti davanti agli stessi alunni. C’è poi l’ultimo caso, forse il più eclatante, che ha visto una bambina costretta alle cure del pronto soccorso per essere stata aggredita dalla docente. Il motivo? Ingenuamente le avrebbe consegnato proprio la lettera di protesta che i genitori avevano inoltrato alla dirigente scolastica. E davanti ai medici la bambina ha parlato di aggressioni ripetute a lei e ai compagni di classe.

Ebbene, dopo mesi di richieste di interventi e chiarimenti, tentativi di trovare una soluzione condivisa e risolutiva, ecco che ieri i genitori hanno organizzato una protesta molto dura: quando quell’insegnante sarà in classe i loro figli non frequenteranno la scuola. Molti di loro siano entrati a metà mattinata mentre oggi usciranno prima del pranzo.

Non si tratta quindi di una presa di posizione estemporanea, anzi. Di quanto sta accadendo in classe è stata informata anche la questura di Modena, dove alcuni genitori hanno protocollato la missiva inizialmente indirizzata soltanto alla scuola.

LA FORMAZIONE DEI NOSTRI FIGLI E' PENALIZZATA. «A fronte di quanto detto - scrivono i papà e le mamme firmatari - appare quasi scontato affermare che l'aspetto formativo-didattico risulta gravemente penalizzato. I nostri figli sono costretti ad affrontare gli anni della loro spensieratezza, e dei primi fondamentali passi nel mondo della scuola, in un contesto non idoneo e spesso ostile al loro sviluppo. Siamo quindi fortemente motivati, nel rispetto dei nostri diritti di genitori ma soprattutto dei diritti dei nostri figli, nella richiesta di una soluzione a questo gravissimo problema. La risposta alla situazione non può essere diversa, a nostro avviso, dal rapido allontanamento della maestra dalla classe».

QUANDO DECIDERA' L'EX PROVVEDITORATO? Intanto la scuola ha già passato il cerino all’ufficio scolastico territoriale, l’ex provveditorato. «È stato avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante - spiega la dirigente scolastica - che si dovrà tenere davanti all’ufficio provvedimenti. Non può quindi la scuola intervenire autonomamente, sospendendo o allontanando la maestra. C’è un’indagine in corso e dobbiamo rispettarla, non possiamo fare altro che attendere eventuali provvedimenti degli organi preposti. Come istituto abbiamo già provveduto ad affiancare alla docente altri colleghi, di fatto non resta mai sola con gli alunni. Se mi aspettavo la protesta dei genitori? Sinceramente no anche perché sanno come abbiamo agito e perché io non ero neppure a conoscenza che l’insegnante, dopo un periodo di malattia, sarebbe rientrata proprio alla ripresa delle lezioni».

Una spiegazione che non convince le famiglie, che a loro volta evidenziano come non tutte le ore della maestra siano con affiancamento “di garanzia” e di come il periodo di malattia sia stato limitato ad appena qualche giorno anche alla luce del fatto che il referto medico relativo alla bambina aggredita in classe è di metà dicembre.

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