Castelfranco. Il sindaco: «Addetti comunali, Cisl sbaglia»
CASTELFRANCO. Parla di atto illegittimo la Cisl di Castelfranco, in merito alla mancata firma del sindaco sulla proposta delle progressioni economiche dei dipendenti comunali. Ma dietro all’accusa...
CASTELFRANCO. Parla di atto illegittimo la Cisl di Castelfranco, in merito alla mancata firma del sindaco sulla proposta delle progressioni economiche dei dipendenti comunali. Ma dietro all’accusa di illegittimità restano diversi punti interrogativi sull’origine dei fondi che andrebbero a coprire, a tempo indeterminato, gli aumenti di stipendio di una percentuale dei 200 dipendenti.
«Vorrei fare chiarezza sulla questione - spiega il sindaco Stefano Reggianini - a partire dalla richiesta fatta da Cisl e per la quale sono stato impossibilitato legalmente a firmare l’accordo proposto: per prima cosa, infatti, mi è stato chiesto nel 2015 un impegno sul fondo di produttività decentrata che sarebbe stato stanziato solo nel 2016, fondo che non appartiene al Comune e per il quale non si sapeva ancora con certezza l’importo. In secondo luogo ho già spiegato che sono disponibile a parlare delle Peo (progressioni economiche orizzontali, ndr), ma ritengo che nell’eventualità vadano definiti i criteri meritocratici e stabilita la percentuale del fondo di produttività da stanziare, che non può ovviamente essere pari al 100%».
Tale fondo rappresenta un “bonus di produttività” che andrebbe diviso per tutti i 200 dipendenti comunali; per il 2015 l’importo è di 160mila euro (definito al primo gennaio 2016) e il pagamento verrà effettuato nei primi mesi dell’anno, dopo l’avvallo dell’Organismo Interno di Valutazione, organismo non comunale.
«I criteri di valutazione riguardano sempre le performance dei dipendenti - prosegue Reggianini - per tale motivo vanno stabiliti criteri oggettivi. Il fondo di produttività è uno solo e anche le Peo vanno comunque attinte dallo stesso, quindi una parte dei dipendenti prenderebbe di più e per sempre, ma questo inficerebbe la restante percentuale delle persone».
Agnese Facchini
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