Maletti striglia “Muzza”: caro sindaco, così non va
«Inutile il mio ruolo nel consiglio provinciale, ci si limita ad alzare la mano e basta Giancarlo? Non condivide, cala tutto dall’alto, fa tanti comunicati ma pochi fatti»
Non è un augurio di buon anno nuovo quello che Francesca Maletti, presidente del consiglio comunale, riserva al sindaco e presidente della provincia Giancarlo Muzzarelli. L’esponente del Pd, ala cattolica del “partitone”, già contrapposta nel 2014 all'allora candidato sindaco Muzzarelli, ieri ha annunciato le sue dimissioni da consigliere provinciale e capogruppo Pd in consiglio provinciale. Motivo? «Un ruolo inutile, non operativo. Non posso incidere posso solo alzare la mano e dire ok. Meglio impegnarmi di più in consglio comunale...».
Insomma si fa sentire il “mal di pancia” della Maletti - a cui non vanno bene le scelte dell'amministrazione Muzzarelli e neppure a quanto sembra i modi del sindaco. E sul piatto la responsabile delle Acli di Modena mette anche alcune vicende municipali, dall’ex Amcm al Sant'Agostino, dalla situazione della sicurezza ai quartieri, su cui si discuterà per tutto l'anno appena iniziato. «Ho rassegnato le dimissioni - spiega la Maletti annunciando la sua decisione - da consigliere provinciale e capogruppo Pd in Provincia dove ero stata eletta il 4 ottobre scorso da consiglieri e sindaci del territorio modenese. Lascio perché in tutto questo tempo è mancato il mio coinvolgimento nel consiglio provinciale: è una decisione irrevocabile, visto che sedere su una sedia senza poter incidere sui cambiamenti nella mia città non fa parte della mia natura. Il consiglio provinciale è un organismo ibrido, a metà strada tra una giunta e un consiglio dove i consiglieri che hanno deleghe assegnate dal presidente della Provincia (è sempre il sindaco Muzzarelli, ndr) riescono a svolgere un ruolo attivo. Chi non ha deleghe, e io sono l’unica a non averne, si limitano ad alzare le mani due-tre volte al mese e votare o meno le delibere presentate. Se volessi fare ginnastica andrei in palestra».
Amarezza e ironia, insieme, da parte del presidente Maletti che arriva a una decisione che peserà anche in casa Pd Modena. Maletti continua invece nel suo ruolo di presidente del consiglio comunale, perché? «Perché in questa sede - dice - penso di poter continuare a svolgere un ruolo a favore dell'organismo e soprattutto dei modenesi. Non sono un sindaco ombra, anche se non so perché ma tanti pensano io sia il vicesindaco o ancora assessore, e non cerco poltrone quindi se mi dovessi rendere conto che il mio ruolo in Consiglio non fosse più utile lascerei. Perché, lo ripeto, non cerco poltrone e sono certa che se stessi zitta otterrei di più». Francesca Maletti ne approfitta per fornire un lungo elenco delle cose che a suo parere non funzionano: «Non è facile parlare con Muzzarelli - questa la stilettata al primo cittadino - perché non concerta, ma dà comunicazione ai suoi e di tanti argomenti e decisioni leggiamo sui giornali e nei comunicati stampa. Così si mette in difficoltà il ruolo del consiglio e dei consiglieri. La giunta non deve essere identificata come una azienda, spa o coop che sia, guidata da un amministatore delegato (Muzzarelli aveva evocato per il Comune questa immagine, ndr)».
SICUREZZA. «Non si risolve il problema con dieci operatori in più, le azioni repressive non bastano e servono politiche e coordinamento tra le forze dell'ordine».
IL MATTONE. «In un'epoca ricca di innovazione si continua a concentrare l'occupazione sul mattone, mentre occorre sostenere nuove idee».
URBANISTICA. «Non sono per la decrescita felice, ma ci sono molte case invendute e luoghi vuoti da portare a nuova vita senza sprecare ancora suolo». EX AMCM. «E' cambiato troppo a forza di pezzettini e singole modifiche quindi occorre tornare in consiglio comunale». S.AGOSTINO. «È fermo da anni, perché non partire con la parte monumentale su cui, compresa Italia Nostra, tutti sono d'accordo? E pensiamo ai contenuti visto che oggi il museo della figurina è in una soffitta».
MATA. «Non c'era un contenitore comunale di 500 metri quadrati per le mostre senza pagare un affitto all'ex Manifattura?».
QUARTIERI. «Presto occorrerà discutere i risultati dopo due anni di sperimentazione secondo la legge che non prevede oneri per la comunità. Svolgono un ruolo fondamentale di raccordo con la comunità».
QUALITA' DELLA VITA. «Il malcontento dei cittadini non viene ascoltato, anche se le classifiche sulla qualità della vita di recente hanno penalizzato Modena».
Siamo dunque davanti a una frattura, visto anche che l'esponente cattolica del Pd non ha digerito le recenti nomine in Fondazione Cassa di risparmio di Modena. E qualche mal di pancia (ci assicurano), anche se Maletti non ne discute per via del ruolo, si registra anche tra gli attuali assessori per il “metodo Muzzarelli”.
DELUSO IL SINDACO. La notizia delle dimissioni è stata accolta con delusione dal sindaco «Queste dimissioni - sottolinea Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena - interrompono improvvisamente e in modo del tutto inaspettato una collaborazione fin qui positiva che ha avuto come unico obiettivo quello di accompagnare l'ente attraverso questa difficile fase di transizione. Dispiace soprattutto l'aver appreso di queste dimissioni solo dalla stampa, senza alcun preavviso o possibilità di discutere nel merito di eventuali problemi».
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