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Quasi 46mila accessi e codici rossi in aumento

di Rino Filippin
Quasi 46mila accessi e codici rossi in aumento

Il primario: «Lievitano i casi gravi per l’incremento della popolazione anziana» Tempi d’attesa di mezz’ora per i “gialli”. Gli utenti stranieri sono circa il 20%

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Per la prima volta in tanti anni si è registrato un lieve calo d’accessi al Pronto Soccorso del Ramazzini: la riduzione, nel 2015 rispetto al 2014, è stata di 650 persone. Non tanto rispetto al numero complessivo che resta imponente: 45mila 900 persone. Ma è un numero che manda due segnali, uno positivo, l’altro meno.

«Il calo - spiega il primario del reparto, il dott. Carlo Tassi che è anche direttore del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza - si nota di un certo spessore tra i codici meno gravi, quelli verdi e bianchi. Per questo tipo di accessi sono stati registrati oltre 2000 utenti in meno rispetto al 2014. Numeri che sono però compensati dai codici più gravi per i quali abbiamo registrato un più 200 per i rossi, con un complessivo di 847 casi; e un più 1400 per i gialli, con un complessivo di 8mila 886 accessi».

Come possono essere letti questi dati?

«Tenuto conto che i codici verdi sono stati 33mila e 997, mentre i bianchi circa 2100, possiamo dire che se da un lato le varie riunioni con i medici di base hanno evidentemente dato i loro frutti nel senso di disincentivare i cittadini con lievissime patologie a rivolgersi al pronto soccorso, dall’altro notiamo che l’incremento della popolazione anziana ha fatto aumentare il numero di codici gialli e rossi».

Insomma nel 2015, nonostante il calo di utenti, la pressione sul pronto soccorso non è diminuita...

«In effetti abbiamo lavorato di più e con maggiore intensità. Il tempo medio dedicato ai pazienti gravi, infatti, è ovviamente aumentato».

Hanno ragione i cittadini a lamentarsi per i lunghi tempi d’attesa?

«Il principio che guida le strutture di pronto soccorso è noto: l’accesso immediato o prioritario spetta ai codici rossi e gialli. Gli altri codici non possono far altro che attendere con pazienza».

Quali sono i tempi medi per essere visitati?

«Per i rossi l’accesso è immediato; per i gialli entro 30 minuti; per i verdi un’ora e 15, mentre per i bianchi circa un’ora e mezza. Si parla di tempi medi. Questo significa che se il codice verde spetta a un bimbo si apre una corsia preferenziale per la Pediatria e così il tempo appunto medio si riduce. Chiaro quindi che in certi momenti per pazienti non gravi i tempi possono arrivare anche a 4 o 5 ore».

Non poco...

«Si tratta di tempi che rispettano le indicazioni regionali in materia. Non dimentichiamoci che per codici verdi e bianchi in ospedali ad esempio di Roma o Napoli i tempi d’attesa possono arrivare anche a 36 ore».

La nuova sala d’attesa ha avuto qualche effetto sugli utenti che devono aspettare la visita?

«In effetti le tensioni sono notevolmente calate, grazie gli ampi spazi e ai monitor multimediali che informano e intrattengono».

Una delle cose che si sentono dire da chi aspetta troppo è che sono aumentati notevolmente gli utenti di origine straniera.

«Non direi, la quota di utenti di origine straniera si aggira sul 20 per cento circa».

Oggi possiamo dire che Carpi ha un pronto soccorso adeguato?

«La struttura è senz’altro di ottimo livello anche dal punto di vista operativo. Di questo bisogna ringraziare il personale che ha un grande spirito di dedizione. Bene anche la collaborazione con Cri e Croce Blu».

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