Quella rete di usura, estorsioni e favori
Sono otto gli indagati alla conclusione delle indagini sull’ “Operazione Intoccabili”, il caso esplosivo che ha scosso Sassuolo rivelando una complessa rete di amicizie, conoscenze e interessi che...
Sono otto gli indagati alla conclusione delle indagini sull’ “Operazione Intoccabili”, il caso esplosivo che ha scosso Sassuolo rivelando una complessa rete di amicizie, conoscenze e interessi che passavano attraverso casi di usura e di estorsione, di favori e di interessamenti illegali su indagini in corso. I pm Marco Niccolini e Claudia Natalini hanno comunicato l’atto agli indagati riportando accuse sostanzialmente identiche a quelle già elencate nella duplice richiesta di misure cautelari emessa dal gip Eleonora De Marco (dopo la decisone del Tribunale del riesame di Bologna). Il nucleo dell’indagine riguarda sempre l’asse tra Adamo Bonini (in foto), imprenditore di Casalgrande con interessi a Sassuolo nel settore dei locali pubblici (in particolare la pizzeria Civoleva) e Rocco Ambrisi di Castellarano, uomo giudicato pericoloso e che così si accreditava secondo le indagini, minacciando e tentando di mettere fuori gioco concorrenti dell’amico nel settore pizzerie e bar. Intorno a i due ruotano altre figure. Soprattutto due sottufficiali dei carabinieri all’epoca dei fatti - dal 2011 al 2014 - in servizio presso la Procura. Ai due Bonini avrebbe chiesto di ottenere informazioni sulle indagini in corso sul suo conto. E a un capitano dei carabinieri (poi dimessosi dall’Arma e trasferitosi a Verona) si contesta l’utilizzo illecito di soldi e beni legati al duo sassolese. E ora spunta un’altra pista, quella che vede due cugini di Ambrisi e un avvocato civilista sassolese accusati di aver tentato un’estorsione ai danni di una parente. Resta in piedi il filone collaterale, quello “politico”, che vede come indagati l’ex capogruppo del Pd Giuseppe Megale e alcuni dipendenti di Sgp.
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