Bambini aggrediti a scuola a Modena: c’è un tutor per la maestra
Il provveditore Menabue: «Procedimento disciplinare aperto, ma serve tempo L’insegnante non sarà mai sola in classe». Ma i genitori chiedono soluzioni rapide
MODENA. Anche ieri gli alunni hanno fatto lezione a singhiozzo. I genitori vogliono sondare il terreno prima di lasciarli in classe con la maestra che li offende e li aggredisce. Un messaggio, recapitato dalla dirigente scolastica, per interposta persona, alle famiglie ha leggermente rasserenato gli animi, che potrebbero però riaccendersi una volta intuito quale sarà la strategia adottata da istituto comprensivo e ufficio scolastico provinciale sul futuro della docente.
La rabbia dei genitori. Perché i genitori non chiedono solo l’allontanamento per le offese, gli scappellotti, le minacce verbali e gli attacchi isterici, ma soprattutto per l’incapacità di trasmettere conoscenza alla classe. Quindi non c’è soltanto l’aspetto umano a tenerli in allerta, ma anche quello didattico non sarà secondario.
Tempi lunghi. I tempi, però, sembrano essere piuttosto lunghi prima che qualsiasi decisione venga adottata. La posizione dell’insegnante è al vaglio dell’ufficio dei provvedimenti disciplinari, che sta istruendo la pratica sulla maestra dopo la comunicazione inviata dalla scuola.
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Il provveditore. «Ci sono dei tempi da rispettare - spiega il provveditore Silvia Menabue - Perché non possiamo scordare che ci sono anche dei diritti da garantire all’insegnante». Una proiezione temporale, la responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale non la offre, in compenso però illustra le strategie immediate adottate. «La maestra non sarà più in classe da sola. Grazie alla nuova legge, quella chiamata “la buona scuola”, in ogni istituto ci sono docenti in più che non operano su una singola classe, ma possono organizzare progetti didattici o dare supporto in situazioni particolari. Ebbene, in quella classe, da questi giorni in poi, ci saranno sempre due o tre insegnanti».
Arriva il tutor. Una decisione già anticipata dalla dirigente scolastica, ma sulla quale i genitori vogliono avere certezze anche per l’immediato futuro. Ecco perché l’attenzione non calerà in fretta. «Che non pensino di andare avanti così fino a giugno - annuncia qualcuno di loro - Qui la questione è molto più grave». Talmente grave che la polizia di Modena, dopo aver ricevuto dai genitori la lettera con la quale si denunciava alla dirigente scolastica gli incresciosi fatti raccontati dai bambini - compreso il referto medico dell’ultimo caso avvenuto in classe -, ha aperto un fascicolo di indagine. Dell’accaduto è stato informata la magistratura, che sta valutando ogni aspetto prima di definire un eventuale provvedimento che si svilupperà in parallelo rispetto a quelli disciplinari scolastici.
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