Bortolamasi: «Basta con primarie no stop Serve responsabilità»
Il segretario cittadino del Pd: «Discuteremo di tutto dentro al partito, non temo voti contro la maggioranza»
Dopo il caso Maletti che ha attaccato frontalmente il sindaco Muzzarelli, anche il Pd esce allo scoperto. E lo fa col segretario cittadino Andrea Bortolamasi.
Maletti contro Muzzarelli, sembra di essere tornati alle primarie di due anni fa.
«Le primarie sono finite, abbiamo un sindaco, una giunta e una maggioranza. E una presidente del consiglio comunale, ruolo non esecutivo ma di garanzia istituzionale, che è Francesca, che eleggemmo tutti convintamente. Mi auguro che nessuno, all'interno del Pd, pensi di riaprire quella pagina. Peraltro, la mia elezione come segretario e il lavoro che stiamo portando avanti come gruppo dirigente si muove in un contesto unitario nel merito delle questioni, non di facciata. Evitiamo di fornire alle opposizioni assist per attaccarci e soprattutto ricordiamoci tutti la responsabilità a cui siamo chiamati, che è quella del governo della città».
Sapeva della decisione di Francesca Maletti?
«No, l’ho appreso dalla conferenza stampa».
Si dimette dalla Provincia ma nelle sue stilettate a Muzzarelli attacca più il sindaco del presidente. Non è un controsenso?
«Questo andrebbe chiesto a lei. I temi che pone sono temi di stretta pertinenza della città e che sono non solo nell'agenda del Partito Democratico, ma soprattutto nell’agenda del sindaco e della giunta. L’ex-Amcm ha avuto già diversi passaggi in consiglio, almeno due, a proposito di coinvolgimento, stessa cosa si può dire per il Sant’Agostino e i temi della sicurezza, che abbiamo trattato più volte in consiglio, anche su iniziativa del Pd. Sul Psc l’assessora Vandelli durante le sue esposizioni in consiglio comunale è stata molto chiara rispetto ai percorsi partecipativi. L'uomo solo al comando è una leggenda. In questo anno e mezzo Pd e maggioranza hanno dialogato costantemente con il sindaco e la giunta. Da ultimo con gli istituti comprensivi, dove il partito e gruppo hanno svolto a pieno la loro funzione di confronto con la giunta correggendo la prima proposta. Poi è responsabilità del sindaco assumersi l’onere della decisione».
Pensa si debba di dimettere dalla presidenza del consiglio comunale?
«Per quanto mi riguarda no. Maletti sta svolgendo il suo ruolo come presidente, che è ruolo istituzionale fondamentale, per un corretto funzionamento del consiglio e lo sta svolgendo al meglio e questo penso le sia riconosciuto da tutte le forze politiche. È un ruolo di garanzia, non un assessore aggiunto. Detto questo, la Maletti, come qualsiasi altro iscritto, ha tutto lo spazio e l'agibilità politica per porre i temi e le questioni negli organismi di partito».
Dentro al Pd cittadino che strascichi avrà questa presa di posizione?
«È ovvio che ne discuteremo. Ma lo faremo in modo sereno, aperto e trasparente».
È tempo di una verifica in giunta e in partito dopo queste dichiarazioni che evidenziano una inesorabile rottura?
«In partito, la verifica è costante così come il confronto sui temi di carattere locale e nazionale. Non parlerei di rottura, perchè la nostra gente di chiede unità non formale e risposte su temi concreti: su questo saremo misurati, tutti. Abbiamo, mi ripeto, una grande responsabilità, le nostre discussioni non fanno altro che allontanarci dalla gente e dalle persone comuni che ci guardano straniti e stupiti».
Teme che i prossimi voti in consiglio comunale possano riservare sorprese?
«No, perché sono convito che il gruppo, a cui va tutto il mio apprezzamento per il lavoro fatto fino ad ora, ha sempre tenuto un profilo di mediazione e proposta alto. In caso contrario, che mi auguro non si verifichi, ognuno si assumerà le proprie responsabilità».
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