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“Credete in Dio o in Allah?”: un tormentone

La frase dei balordi fa il giro d’Italia, infiamma la discussione sul web e crea “tendenza” su twitter

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Per almeno 12 ore, da quando la notizia dell’aggressione dei ragazzini è diventata di dominio pubblico grazie anche alla Gazzetta e fino a quando i quattro balordi si sono costituiti dai carabinieri, la loro frase “Credete in Dio o in Allah?” è diventata un tormentone. Sono state migliaia le condivisione dei social network e decine i servizi televisivi e giornalistici che hanno mobilitato anche le testate nazionali, facendo di Vignola, per un giorno, un punto cruciale della cronaca italiana. Tanto per esemplificare quanto quella domanda sia diventata virale, basta analizzare le tendenze su twitter dove il tormentone è presto entrato tra i primi 10 tweet di giornata, arrivando fino al quinto posto.

Ma è il popolo della rete che ha dato una prova dell’importanza di quanto avvenuto. Certo, il clima rovente che si respira in tutta Europa ha influito sugli stati d’animo dei lettori e dei commentatori. Impossibile, per qualcuno, non abbinare l’atto notturno in via Della Resistenza a un messaggio islamico a tutto tondo. E così i commenti contro i musulmani si sono sprecati, toccando picchi xenofobi dai quali - per ancora molto tempo - non si potrà fuggire. In compenso, però, molti utenti dei social hanno dissertato a lungo della società in cui stiamo vivendo, ponendosi quesiti, confrontandosi anche duramente, ma mantenendo quei toni civili, necessari per fare un salto in avanti nella discussione.

Ma al filone anti-Islam si è affiancato quello che ha privilegiato da subito la “stupidata” , che non ha creduto all’azione dimostrativa di una cellula attiva nelle Terre dei Castelli, ma ha puntato il dito contro l’abuso di alcol. Una tesi che ha trovato riscontri nel tardo pomeriggio quando i quattro magrebini si sono costituiti e i carabinieri hanno chiuso il caso, che però - statene certi - continuerà ad infiammare la discussione, coinvolgendo i ritardatari del web.

@francescodondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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