Inventato a Modena il filtro che lava l’aria
Brevettati nuovi dispositivi per lo smog e le emissioni di stufe ma la burocrazia ci mette lo zampino
MODENA Semplici dispositivi che potrebbero ridurre e abbattere le sostanze inquinanti emesse da mezzi di trasporto, ma anche dai sistemi di riscaldamento come le stufe a legna. Un problema quello dell'inquinamento che lo scorso dicembre ha sforato i limiti di attenzione, e che ha portato il Governo a valutare provvedimenti urgenti per abbassare temporaneamente i livelli di smog nelle città.
E proprio in questo campo entra in gioco la B.Engineering, una piccola azienda attiva nel settore automotive a Campogalliano, in provincia di Modena, che da anni progetta e sviluppa dispositivi tecnologici che se applicati a mezzi di trasporto o sistemi di riscaldamento, potrebbero ridurre gli inquinanti emessi, o addirittura “lavare” l'aria dallo sporco per renderla più pulita. Dentro la B.Engineering lavorano Gianni Sighinolfi, Federico Trombi e Enzo Sola, che già da oltre 10 anni sperimentano un particolare filtro per motori diesel e sistemi di riscaldamento come le stufe a legna o carbone.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12747502:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/a-modena-si-inventano-i-filtri-che-puliscono-l-aria/52459/52724]]
«Anche se i possibili utilizzi sono diversi - spiegano all'unisono Sighinolfi, Trombi e Sola - perchè il filtro in buona sostanza è un procedimento che lava i gas di scarico e trattiene gli inquinanti dalle PM10 fino alle PM2, in questa categoria rientrano per esempio le auto da Euro 0 a 5».
FILTRO SMOG Il progetto del filtro che intrappola lo smog nasce agli inizi del 2000, e dopo diverse migliorie e analisi sul funzionamento attestate anche da varie Università tra cui quella di Modena, il dispositivo è pronto per essere prodotto. L'idea è del tecnico Enzo Sola collaboratore della B.Engineering che spiega l'ostacolo più grosso: «Il brevetto del dispositivo c'è dal 2003, ma è la burocrazia che ci sta fermando: chiediamo ai tecnici del Ministero dei trasporti e ai legislatori di intervenire per darci la possibilità di poter riuscire ad omologarlo. Gli utilizzi poi sarebbero tra i più svariati. Il sistema trattiene fino all'80% gas e fumi di scarico di mezzi di trasporto diesel e sistemi di riscaldamento, pulisce l'aria degli ambienti interni, ma funziona anche per i gas emessi dalle centrali a biomasse. Il filtro trattiene gli inquinanti nell'acqua, che poi può essere smaltita nei depuratori. In questo modo le particelle inquinanti non finiscono nell'aria, ma intrappolate. Abbiamo già provato il dispositivo anni fa su un autobus diesel dell'azienda di trasporti di Parma riducendo con successo le polveri sottili emesse dal mezzo».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.12747487:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/01/09/fotogalleria/quei-filtri-che-possono-migliorare-l-ambiente-1.12747487]]
FILTRO ARIA Un altro dispositivo a cui stanno lavorando Sighinolfi, Sola e Trombi consiste in un “filtro per l'aria”, di cui hanno già realizzato un piccolo prototipo. «Funziona come un piccolo depuratore per aria, e in più si potrebbe anche portare in giro al posto delle mascherine. È pensato per chi lavora nei cantieri, ma anche in mezzo al traffico. Alla fine dalla mascherina esce aria ripulita dall'inquinamento», spiegano.
SISTEMA IBRIDO Sempre alla B.Enginering hanno sviluppato un sistema ibrido, già “prenotato” dalla Turchia e dall'Università turca di Izmir. «È un sistema che abbinato al motore termico consente di ridurre i consumi. In più funziona con semplici e poco ingombranti batterie. In Turchia siamo già al lavoro», conclude l'ingegnere Federico Trombi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
