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“Muzza” chiama la giunta Summit in area cattolica

“Muzza” chiama la giunta Summit in area cattolica

Muzzarelli continua a scegliere la via del silenzio politico. Quello istituzionale lo aveva rotto ieri, con una dichiarazione di facciata da presidente della Provincia che ovviamente rappresenta solo...

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Muzzarelli continua a scegliere la via del silenzio politico. Quello istituzionale lo aveva rotto ieri, con una dichiarazione di facciata da presidente della Provincia che ovviamente rappresenta solo in parte quello che pensa.

Un primo rilancio il sindaco lo ha già giocato a porte chiuse. Da buon politico ha subito incassato e provato a rispondere non a parole ma con una prossima mossa per provare a mettere in crisi l’avversario Maletti, cioè coinvolgere la giunta. La prossima settimana, quando gli assessori si ritroveranno, non sarà come se nulla fosse successo. Muzzarelli, infatti, cercherà di capire a chiare lettere di chi si può fidare davvero. E in cima alla lista di coloro che dovranno chiarire da che parte stare ci sono Ludovica Carla Ferrari e Gianpietro Cavazza. Prima domanda: sapevano dell’attacco di Francesca Maletti al loro “amministratore delegato”, per usare parole care a Muzzarelli?

E ora che la rottura è conclamata, come faranno a tenere i piedi in due staffe? Non è un mistero che negli ultimi mesi, eccezion fatta per i rapporti certamente non idilliaci tra l’assessore Vandelli e il collega Giacobazzi, i problemi siano arrivati con l’assessore Ferrari, per Muzzarelli troppo renziana, e con l’assessore Cavazza, che dopo lo scivolone sul caso-scuole aveva minacciato le dimissioni. Muzzarelli sarà ancora disposto a difenderli fino all’ultimo o darà, piuttosto, un ultimatum?

Cambiando fronte, e tornando direttamente a Francesca Maletti, ieri è stata una giornata di consultazioni. Un incontro a tre, tra la stessa Maletti, Giuseppe Boschini e Matteo Richetti. L’incontro, va detto, era già fissato da tempo, e all’ordine del giorno aveva il posizionamento sul caso-Bursi che il 16 gennaio arriverà in assemblea Pd. È chiaro che, alla luce delle sparate della Maletti, la scaletta delle priorità è cambiata.

C’è chi è arrivato ad ipotizzare che l’affondo di dicembre di Richetti sul partito e ora l’attacco a Muzzarelli della Maletti siano parte di uno stesso disegno. Ma sia Maletti che Richetti, verrebbe da dire, sono troppo impulsivi per questo piano contro il governo della città. L’effetto avuto, comunque, è stato lo stesso: deflagrante in entrambi i casi.

Architettato o no, ora ci sono due fronti aperti che vanno affrontati in termini di maggioranza. Da una parte c’è un rimpasto alle porte - Muzzarelli lo farà entro l’estate - dall’altra c’è un segretario provinciale da scegliere e ancora un vicecapogruppo da nominare dopo i due nuovi incarichi di Bortolamasi in città e in Regione. (d.b.)

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