«Un piano per non risarcire i terremotati»
L’accusa di Ferraresi dopo la riclassificazione di una casa da E a B, senza rimborso: «Tanti casi simili»
Una casa classificata E, da rifare, che diventa dopo quattro anni di peripezie della famiglia che vi abitava una casa senza danni risarcibili. E senza alcun opera, semplicemente perchè il Comune, ora, la riclassifica.
Una storia emblematica divenuta solo ora di dominio pubblico, accaduta a Vigarano Mainarda, e che riguarda ovviamente il sisma del 2012.
Ed è una nuova occasione di discussione, non solo politica, sui rimborsi del sisma, e sulla sensazione ormai diffusa che, tranne casi particolari, i risarcimenti vengano negati, ridotti, riveduti per la scarsità effettiva dei fondi o per l’ordine di non erogarli con i criteri e l’ottimismo che servirono quattro anni fa a rassicurare i cittadini spaventati e preoccupati.
A sollevare il caso, con una nota che troverà puntualmente le repliche istituzionali e di altre forze politiche che non la pensano e non possono epnsarla così, è l’onorevole finalese Vittorio Ferraresi, dei 5 Stelle. «Un caso esemplare, per ciò che andiamo dicendo da anni», incalza il parlamentare.
«La burocrazia uccide la ricostruzione, i danni alle abitazioni subiti a causa del terremoto del maggio 2012 non sono e non saranno risarciti al 100%», dice Ferraresi, ribadendo quanto è già evidente per tanti, pur con i distinguo del caso: «Il caso della famiglia Zaniboni che si è vista trasformata la casa da classe E, inagibile e con danni strutturali, ad agibile, dal Comune, quindi abitabile e con costi a spese loro, è uno dei tanti a cui assistiamo in questo calvario degli sfollati».
«Sono decine, forse centinaia le pratiche riviste al ribasso dagli uffici comunali, e sono decine e decine le segnalazioni che riceviamo. Dopo l’arrangiatevi per chi ha avuto i danni in classe A ora rivedono anche le altre classificazioni, visto che stanno venendo al pettine i danni maggiori subiti dagli edifici».
«Sembra - convalida Ferraresi - che ci sia come un ordine di scuderia che da Roma, passando dalla Regione e fin dentro i Comuni, sta dando indicazione di rallentare i contributi, i miliardi stanziati sono solo sulla carta. L’immagine, la slide, il selfie, l’ologramma, la promessa non mantenuta: “nessuno sarà lasciato indietro, tutti i danni saranno pagati”, fatta subito dopo il terremoto, sta mostrando l’inganno». Ferraresi parla di disagi e traumi gravi, sia economici che psicologici «che hanno segnato per sempre i cittadini delle aree terremotate, nel vuoto della politica e dell’amministrazione, si devono portare dentro alle aule dei tribunali amministrativi perché vi sia una qualche speranza di avere giustizia».
«In Parlamento abbiamo portato centinaia di provvedimenti a favore delle nostre terre, l’ultimo la proroga per i mutui delle case inagibili», conclude l’onorevole, attaccando il Pd che «vorrebbe voltar pagina e non pensarci più». Siamo portavoce, anche noi terremotati, non abbandoniamo la lotta per un giusto indennizzo per tutti i danni subiti».
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