«Atto deplorevole, utile solo a creare odio»
Il sindaco di Spilamberto: «Avanti con l’integrazione, Vignola si muova». Aimi: «Ragazzi da espellere»
Insistere sulla strada dell’integrazione. Poi un frecciata alla Lega e una alla lista del sindaco Smeraldi. All’indomani dei fatti della vigilia dell’Epifania, e dopo che il vicesindaco di Vignola, Simone Pelloni, ha tirato in ballo i sindaci di Spilamberto e di Modena accusandoli di “regalare la cittadinanza onoraria” a figli di stranieri per “marketing politico”, interviene il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, che è anche assessore dell’Unione alla cultura e al marketing territoriale.
«Su quanto accaduto innanzitutto esprimo la mia vicinanza ai ragazzi alle loro famiglie. I ragazzi che si sono consegnati si dovranno assumere le loro responsabilità... Se verrà confermato il fatto che si sia trattato di un atto di bullismo vuol dire che ci troviamo davanti ad un’azione che ritengo deplorevole. Io mi chiedo: chi ha compiuto questi atti si rende conto che cose del genere, che condanno, sono utili soltanto a diffondere un clima d’odio e a far stampare una felpa nuova a Salvini con su scritto Vignola? Il vicesindaco leghista di Vignola, invece che dedicarsi unicamente a risolvere il problema non ha perso l’occasione per condannare le politiche per l’integrazione di Spilamberto. Capisco che in piena ottica di Unione sia anche per lui naturale guardare alle azioni dei Comuni vicini, ma io sono orgoglioso del dialogo che stiamo coltivando a Spilamberto. Davanti ad esternazioni del genere mi chiedo invece dove sia la parte progressista del governo di Vignola, mi chiedo dove sia Vignola Cambia. Oltre che in sicurezza dobbiamo investire in cultura, educazione e fare uno scatto nelle politiche per l’integrazione. Non un passo indietro».
Di tutt’altro avviso il consigliere regionale di Forza Italia, Enrico Aimi, che ieri ha detto: «Forza Italia chiede l'espulsione immediata dei magrebini che hanno minacciato l'altra notte a Vignola alcuni minorenni italiani. Sarebbe interessante che la Digos verificasse anche i loro profili "social" per capire se questi "goliardici" nutrono magari insane simpatie per il Califfato». (m.ped.)
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