Cgil accusa: «Troppo lenta la sinergia nell’Unione»
Il sindacato denuncia lo stallo nel processo di conferimento dei servizi tra i Comuni del distretto che stentano a investire e concentrare le loro risorse
«Esiste la volontà politica di andare avanti riempiendo di contenuti l'Unione dei Comuni oppure, come da segnali che arrivano anche dalla Regione, si vuole puntare di più sulle fusioni tra Comuni?». La domanda la pone, con qualche preoccupazione, il sindacalista della Cgil Daniele Dieci, che negli ultimi mesi ha notato un certo rilassamento da parte delle amministrazioni comunali, Sassuolo in testa, sugli stati di avanzamento di quanto si dovrebbe fare a breve.
«Siamo preoccupati – dice il sindacalista – per lo stallo nel processo di conferimento dei servizi all'Unione dei Comuni del distretto ceramico; una sorta di freno da parte delle amministrazioni comunali che stentano ad investire e ad immettere risorse, umane e amministrative, nel nuovo ente. Le ragioni? Lecite o meno c'è da rimarcare che lo statuto parla chiaro: ottimizzare i servizi attraverso l'unificazione delle funzioni di ognuno dei Comuni membri». Ed i servizi che finora sono diventati di “competenza” dell'Unione sono davvero pochi. Si parla insieme di servizi sociali, di sportello unico delle attività produttive, della “stazione appaltante unica”(i contratti di appalto), il sistema informativo. «A breve dovrebbe passare all'Unione anche il servizio personale – continua Dieci - ed a seguire anche la protezione civile, lo sport e cultura e la polizia municipale. Su questi servizi si sta “giocando” una battaglia a chi frena di più, a chi fa più resistenza: insomma ci sono alcune remore di carattere politico e di campanile. Per far si che l'Unione decolli ci vuole la volontà politica che manca davvero». A proposito di servizi, che vogliono poi dire personale dedicato, c'è da registrare che al momento nell'Unione lavorano un centinaio di persone, quasi tutte “comandate”, cioè “distaccate” dalle proprie amministrazioni comunali. Ci sono 77 dipendenti dei quali 71 distaccati e 6 di “sub ambito” (ex Unione valli Dragone e Secchia); a loro ci sono da aggiungere le 23 persone dell'ex Opera pia Castiglioni, che lavorano ancora a Formigine. «I problemi di queste persone – aggiunge il sindacalista Cgil – non sono di poco conto. Si tratta di persone che non hanno uno stipendio globale quantificato, con l'aggiunta, ad esempio, dei premi di produttività, che sono ancora diversificati tra i vari Comuni (Sassuolo, anche dopo i tagli dell'amministrazione Caselli, ha ancora un fondo abbastanza elevato). Tutto questo è abbastanza strano per chi veramente vuole, a parole, il futuro dell'Unione». Un futuro che passa quindi dalle decisioni dei vari Comuni: a che punto siete? «Abbiamo chiesto un incontro alla giunta dell'Unione in forma collettiva – conclude Dieci – per avere un quadro esteso della situazione. Non ci hanno ancora risposto e adesso che sono passate le festività siamo intenzionati a tornare alla carica. Rinviare e non fare chiarezza equivale anche e soprattutto a svilire i servizi e non essere chiari sia con i dipendenti dei vari Comuni che coi cittadini utenti».
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