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Il picco influenzale arriverà a febbraio

di Gabriele Farina
Il picco influenzale arriverà a febbraio

La prof. Mussini: «Sono sempre meno le persone che si vaccinano. Chi lavora nel servizio pubblico non può sottrarsi»

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Influenza, il peggio deve ancora arrivare. A confermarlo è la professoressa Cristina Mussini. «A Modena non si riscontrano valori diversi dal livello regionale - ha spiegato il direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive e Day hospital del Policlinico - sono altre le regioni ad avere livelli più alti. Il picco è atteso per febbraio».

L’affermazione del medico è supportata da dati del ministero della Salute. Le ultime cifre, rilasciate mercoledì 6, sono aggiornate a una settimana fa. Emerge che circa due modenesi su mille sono stati colpiti dal virus influenzale nell’ultima rilevazione. I casi comunicati a medici e pediatri - a livello regionale - sono stati 98. In vetta il Lazio con 307, davanti a Lombardia (205), Veneto (133) e Piemonte (119).

Attenzione, però. I casi vanno rapportati alla popolazione degli assistiti per ottenere l’incidenza complessiva del fenomeno. Ecco che il 4,04 per mille del Piemonte scavalca il 3,12 per mille del Lazio, ma è “battuto” dal 4,65 della Campania (81 casi in tutto). La nostra regione è, seppur di poco, sopra il livello medio d’incidenza in Italia (1,64 casi per mille assistiti). Il valore resta al di sotto dei 2,36 casi per mille che rappresentano il “livello basale”. Il valore non è stato superato per dodici settimane di fila, cioè dall’inizio della rilevazione. Così non si può dire per Piemonte, provincia di Trento, Lazio, Campania, Basilicata e Sardegna. Tuttavia, l’Emilia Romagna “sfiora” il podio per l’incidenza nei giovanissimi. I 22 casi per bambine e bambini fino a quattro anni pone la nostra regione al quarto posto per incidenza. In testa il Piemonte con 20,95 per mille (35 casi). Seguono Campania con 12,39 (14 casi) e Trento con 10,56 per mille (15). La media nazionale è di 5,59 casi per mille assistiti in tale fascia. In regione, quindi, c’è un’incidenza di circa quattro volte superiore (3,94) rispetto a quanto accade in Italia. Perché? Di certo influisce il calo delle vaccinazioni antinfluenzali. Già nel report di fine anno della Regione (riportato nell’articolo di sotto) emergevano un calo di oltre un decimo (11%). «Il calo del numero dei bambini vaccinati nei primi anni di vita rappresenta un elemento di forte preoccupazione - si legge nel rapporto - per il timore che le malattie possano tornare a circolare proprio nell’età più a rischio».

I dati del documento regionale fotografano la realtà del 2014; le cifre ministeriali si attestano alla settimana scorsa. A quanto pare, non sono stati fatti significativi passi in avanti nella copertura. «Negli ultimi anni si sono registrati problemi - ha ammesso la dottoressa Mussini - in particolare quando la copertura vaccinale non è perfetta. La popolazione vaccinata è sempre un po’ meno. Occorre ribadire l’importanza di vaccinarsi, soprattutto nelle persone che presentano indicazioni». Quali sono? Over 65, persone con particolari malattie (dalle patologie croniche a quelle dell’apparato cardiocircolatorio) e chi vive loro accanto (se non possono essere vaccinati); ancora, bambini e adolescenti in trattamento con acido acetilsalicilico; infine, donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, persone residenti presso strutture socio-sanitarie, per anziani o disabili, medici e personale sanitario.

Nell’ultima campagna influenzale, secondo l’Azienda unità sanitaria locale di Modena, sono stati somministrati appena 104mila vaccini in tutta la provincia. Gli anziani ad averne necessità (tralasciando tutte le altre categorie) erano circa 36mila in più. C’è un’altra percentuale che preoccupa: il 13,4% su base regionale (report 2014) degli operatori sanitari che si sottopone alla puntura contro l’influenza. «Tutte le persone che svolgono un servizio pubblico - ha concluso il medico, riprendendo un appello dell’Ausl - dovrebbero vaccinarsi. Se hai l’influenza, rischi sia di trasmetterla ai pazienti sia di sospendere l’attività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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