Seta e nuovi turni, autisti infuriati
Tra un percorso e l’altro tempi insufficienti per raggiungere in tempo il capolinea. Via Gramsci, caos per i maxifilobus
Turni di lavoro rivoluzionati per gli autisti di Seta dopo il 7 gennaio. Con la ripresa dell’orario a pieno servizio, in concomitanza con la riapertura delle scuole, i guidatori si sono ritrovati con novità che contestano. E se nel 1995, dopo 97 scioperi con adesioni compatte e una vertenza durata due anni, l’Atcm dovette fare marcia indietro, oggi quell’esperienza sembra essere dimenticata.
Ancora una volta gli autisti denunciano la malagestione degli orari, secondo loro causati da dirigenti che sembrano a digiuno delle principali regole del trasporto pubblico. Un breve giro di ricognizione dà conto del malessere tra i 430 uomini che ogni giorno fanno muovere migliaia di passeggeri.
Che poi questo diventi a breve una vertenza sindacale è quasi scontato, nell’ambiente.
«La nuova organizzazione comprime al massimo i tempi tra un turno di lavoro e l’altro per risparmiare personale - spiegano alcuni autisti - L’inserimento di nuovi turni per rafforzare le linee 7 e 9 e il recupero con nostro personale della navetta del Novi Park, abbandonata dai precedenti concessionari, ha costretto a situazioni molto difficili i colleghi di turno. Il caso più eclatante è quello di chi prende servizio al mattino al deposito di via S.Anna su una linea; poi finisce il primo turno alla stazione delle corriere. Quello successivo, 30 o 40 minuti dopo, magari parte dal capolinea all’altra parte della città. Come arrivarci? Seta ci dice di usare gli autobus: però raramente si fa a tempo e si arriva con un ritardo che si accumula e si riflette sulla puntualità. A parte il fatto che le proteste le subiamo noi, che succede se accade qualcosa per strada? Nei turni di servizio scritti, ci sono orari che nei fatti non possono essere rispettati. Ma a voce ci obbligano lo stesso a seguirli, anche se siamo costretti ai ritardi. E ancora. I maxi filobus della linea 7 che a metà giornata si sovrappongono al capolinea di via Gramsci non hanno spazio di manovra in rotatoria. Passeggeri e autista devono trasbordare da un mezzo all’altro, altrimenti uno dei due deve arrivare sino in stazione per fare marcia indietro. Non è tutto. In provincia abbiamo autisti spediti da un paese all’altro senza formazione preventiva. Ma si può?»
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