«Correttivi agli Studi di settore»
«I moduli vanno snelliti e semplificati, la mole di dati va ridotta»
Gli effetti della crisi economica si sentono ancora. E allora il Fisco si adegua e anche per il 2015 verranno applicati agli studi di settore quei correttivi congiunturali capaci di leggere la reale situazione degli imprenditori, nelle loro diverse specificità settoriali e di territorio. Il via libera ai correttivi anticrisi - dice Lapam Confartigianato in una nota - è arrivato dalla Commissione degli esperti riunita con la presenza degli esponenti di Confartigianato e delle altre sigle imprenditoriali e dei vertici dell'amministrazione finanziaria. Tra le novità emerse c'è anche l'accelerazione dei tempi di approvazione dei correttivi. Stavolta dovrebbero essere presentati nel prossimo mese di marzo per anticipare ad aprile il rilascio del software Gerico, in tempo utile per calcolare quanto dovuto al Fisco con le dichiarazioni dei redditi di luglio. Ma i correttivi non bastano a dissipare le preoccupazioni degli imprenditori alle prese con adempimenti fiscali sempre troppo complicati».
Così Lapam Confartigianato ha insistito per una drastica semplificazione dei modelli degli studi di settore.
«L'esigenza è di ridurre la mole di dati e informazioni richieste per la compilazione degli studi - sottolinea Lapam - La proposta di Confartigianato ha fatto breccia nella Commissione, aprendo la prospettiva di uno snellimento dei moduli già con gli studi di settore per l'anno 2015. Confartigianato ha incassato l'impegno della Commissione a superare le criticità emerse nell'applicazione di tre indici relativi al valore aggiunto per addetto, al margine per addetto non dipendente e alla copertura dei beni di terzi e degli ammortamenti. Introdotti dall'Agenzia delle Entrate per ridurre il numero di beneficiari del regime premiale, questi indicatori non riescono a cogliere gli effetti della crisi sulle imprese e restituiscono spesso risultati poco attendibili».
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