Ferrari, perso il 10% dal debutto
Altra giornata negativa per le azioni in Borsa. Possibile produzione a 9mila unità
La seconda settimana per il titolo Ferrari alla Borsa milanese di Piazza Affari è iniziata così come si era conclusa quella precedente, vale a dire all’insegna del segno negativo.
Ieri sera il titolo dell’azienda di Maranello ha chiuso la seduta a quota 39,32 con una perdita del 3,01 per cento rispetto alla quotazione di venerdì scorso. Nella giornata di ieri da registrare anche le dichiarazioni di Sergio Marchionne, presidente di Ferrari, che da Detroit ha parlato a lungo sia della casa madre Fiat Chrysler Automobiles sia della stessa Casa si Maranello. «Parlare di reazione di Ferrari in Borsa - ha detto Marchionne - quando c'è stato lo scorporo e la distribuzione dell'80% del capitale è da cretini». Questa la sua risposta ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare la performance in Borsa delle azioni Ferrari, che complessivamente stanno cedendo circa il 10% rispetto all’ingresso a Piazza Affari di lunedì 4 gennaio.
Marchionne ha poi sottolineato che gli Stati Uniti restano il più importante mercato per Ferrari, per la quale il manager non ha escluso «un aumento della produzione a 9.000 unità se le condizioni saranno giuste, mantenendo però l'idea di Enzo Ferrari: se ne deve produrre sempre una in meno di quanto vuole il mercato». Interessanti anche le parole di John Elkann: «Siamo contenti della quota che abbiamo in Ferrari - ha detto ieri - Possiamo aumentarla ma non abbiamo mai detto che l'avremmo aumentata». Nei giorni scorsi erano infatti uscite anticipazioni sul probabile incremento della quota di Exor, società cassaforte del Gruppo, nel capitale Ferrari.
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