Gazzetta di Modena

Modena

Gerrini si difende: «A Finale tutto legale»

Gerrini si difende: «A Finale tutto legale»

Processo Aemilia. Il tecnico: «Lavoravo per l’amministrazione e nessun contatto con la ’ndrangheta»

2 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Due ore di interrogatorio per ribadire la propria innocenza e la completa estraneità dai reati contestati (abuso d’ufficio continuato e l’aver favorito l’associazione ’ndranghetista). A Bologna è iniziato il processo con rito abbreviato a Giulio Gerrini, capo ufficio sospeso dei Lavori Pubblici. Per oltre due ore il geometra ha risposto alle sollecitazioni del suo avvocato, Pier Francesco Rossi e a tre quesiti posti dalla parte civile che rappresenta il Comune. Niente controinterrogatorio, invece, del pm Marco Mescolini.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12764015:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/aemilia-l-interrogatorio-fiume-di-gerrini/52541/52806]]

Tutto regolare. «A Finale abbiamo agito in maniera legale - ha sostanzialmente risposto Gerrini - Ricordo quando Errani disse al sindaco Ferioli “Dovete scalare l’Everest in infradito” e noi i lavori li abbiamo fatti. Lavoravo 13-15 ore al giorno per ripartire».

Gerrini ha portato a propria discolpa 110 determine, di cui solo il 2% ha coinvolto Bianchini mentre ha evidenziato che solo un’urbanizzazione su 4 ha visto lavorare l’impresa di San Felice. «Le scuole le abbiamo fatte, il cimitero è stato aperto prima della ricorrenza dei Morti... La gente chiedeva a Ferioli e all’assessore d’Aiello di fare e loro mi davano l’input. Loro sapevano tutto. La ’ndrangheta? Io avevo contatti solo con le imprese che vincevano gli appalti, non potevo sapere che vi fossero malavitosi nei cantieri. Gli affidamenti diretti? Non li decidevo io, era una scelta collegiale».

Premi contestati. I 120mila euro di premio? «Sono cifre assolutamente non corrispondenti al vero - risponde l’avvocato Rossi - erano comunque compensi leciti, erano contributi che provenivano grazie alla cosiddetta legge Merloni».

Ieri è stato interrogato anche Domenico Mesiano, l’agente della questura di Reggio Emilia già alle dipendenze del questore, accusato di aver minacciato una giornalista. In videoconferenza hanno parlato anche Villirillo e Nicolino Grandi Aracri. Il processo riprenderà lunedì.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google