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A Modena mille Tir con i dati di guida taroccati

A Modena mille Tir con i dati di guida taroccati

In un anno a Modena 852 multe per superamento del limite delle ore di guida e 220 sanzioni per l’alterazione del cronotachigrafo

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MODENA Il rispetto delle ore di guida e di riposo degli autisti di camion e autotreni è spesso sottovalutato anche dai magistrati. Eppure è un problema fondamentale per la sicurezza stradale perché dalle ore di sonno perse dall’autista dipendono non solo lo sfruttamento e la concorrenza sleale ma anche la possibilità di creare incidenti spaventosi e con molti morti. Per questo l’impegno della polizia stradale di Modena nord è stato massimo anche l’anno scorso e, una volta raccolti i dati, i risultati fanno impressione.

Il superamento delle ore di guida è stato rilevato ben 852 volte sulle nostre autostrade (A1 e A22) e per 220 volte sono stati scoperte alterazioni o manomissioni dei cronotachigrafi e dei limitatori di velocità. Infine sono state fatte per 1025 multe per la violazione delle norme sull’uso corretto del cronotachigrafo.

I CONTROLLI Se il proprietario di un camion o di un Tir arriva a spendere fino a 3mila euro per installare un dispositivo a impulsi che tramite un telecomando altera lo status rilevato dell’attività lavorativa vuole dire che spremendo l’autista l’azienda guadagna molto di più di quanto spende per questo trucco, oltretutto se l’autista stesso mette in modo il telecomando. Questo dispositivo di cablaggio è stato rilevato dagli agenti di Modena Nord in parecchi casi proprio per le alterazioni e le incongruenze che produceva nella stampa o nei sistemi digitali di controllo.

Controllando poi il gruppo differenziale della motrice dalla ralla di aggancio dell’autorimorchio, la stradale ha spesso scoperto anche la presenza di un magnete ancorato al blocco del cambio dove si torva un sensore che fornisce i dati di movimento al cronotachigrafo. Anche questo trucco serve a dare l’impressione che il mezzo sia fermo. La stradale, in questi casi, sequestra i magneti.

I TRUCCHI Esiste poi un terzo espediente per falsificare i dati, un metodo vecchio: l’autista inserisce la carta tachigrafa di un collega che non viaggia sullo stesso tir. Questa carta, che fornisce la Camera di Commercio, serve a tenere conto delle ultime 28 giornate lavorative. In questo caso scatta una contestazione con un multa da 814 a 3620 euro.

Infine, quarto metodo, si usa un fusibile per interrompere l’elettricità che priva la strumentazione di bordo del tir dell’alimentazione per farla andare e bocca i rilevamenti.

«Questi controlli vanno presi seriamente - spiega il comandante Giancarlo Alberti - anche se persino alcune Procure e Prefetture paiono non capirne la gravità, dalle sanzioni blande che prendono». (c.g.)

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