Negozi, fatturato giù: è l’effetto Esselunga
Registrato un meno 10%. Le associazioni di categoria: «SerfvonoOra incentivi per i negozi di vicinato»
L’effetto Esselunga di Limidi c’è stato. Il commercio di vicinato e i piccoli supermercati, insomma, hanno sofferto nel mese di dicembre un calo del fatturato. Quanto consistente?Ce lo spiega Massimo Siligardi, direttore di Confesercenti Carpi.
«Diciamo tra il 5 e il 10 per cento - spiega il dirgente dell’associazione di categoria - si tratta di una valutazione fatta sulla base dei ricavi dei nostri associati».
L’apertura di Esselunga dunque non ha fatto bene al commercio locale?
«Il grande centro commerciale di Limidi ha potuto giocare la carta della novità. Mi risulta che tanti carpigiani abbiano fatto una visita al maxi negozio. Bisognerà vedere se in futuro i clienti di Carpi che a dicembre hanno scelto l’Esselunga torneranno nella città dei Pio oppure no».
Quindi un fine 2015 con borse della spesa più magre nelle rivendite medio-piccole?
«In realtà no. Il valore dello scontrino della spesa media è invece aumentato. Sono i ricavi complessivi ad avere avuto come dicevo una contrazione tra il 5 e il 10 per cento. Vedremo nei prossimi mesi se si è trattato solo di un episodio o se il calo dei clienti diventerà strutturale».
E se si dovesse verificare quest’ultima ipotesi?
«Si tratterebbe di un’altra mazzata al piccolo commercio, quello dei negozietti di vicinato, di quartiere. Per questo stiamo pensando di fare una richiesta al sindaco in occasione degli incontri sul Bilancio in programma nei prossimi giorni».
Di cosa si tratta?
«Il sindaco di Soliera l’ha già fatto visto che, ad esempio, il Conad del centro storico ha chiuso i battenti. Si tratta di quella che viene chiamata la “tassa del perdono”. In sostanza i Comuni concedono licenze ai centri commerciali ottenendo in cambio il pagamento di numerose imposte. Ecco, da queste imposte bisogna detrarre una quota da mettere a disposizione di chi vuole avviare piccole attività in centro. A Soliera il bando per concedere questi incentivi è già una realtà. Noi chiediamo a Bellelli: facciamolo anche a Carpi».
Anche per Confcommercio l’ipotesi di concedere questi incentivi alle “start up” locali è positiva, ma non manca una critica.
«Noi - commenta Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio - già a suo tempo abbiamo manifestato tutti i nostri dubbi sulle nuove numerose aperture di centri commerciali concesse dai Comuni. Insomma forse la programmazione andava fatta a suo tempo, prima di impoverire il commercio di quartiere».
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