«Profughi da accogliere: la Prefettura paga i costi»
Nuovi profunghi ospiti a Carpi? Il sindaco spiega la propria posizione dopo le polemiche che hanno scatenato i social network. «La disponibilità - spiega Bellelli - ad accogliere nuovi profughi sul...
Nuovi profunghi ospiti a Carpi? Il sindaco spiega la propria posizione dopo le polemiche che hanno scatenato i social network.
«La disponibilità - spiega Bellelli - ad accogliere nuovi profughi sul territorio dei quattro comuni dell'Unione, in numero molto contenuto (una decina in tutto) e a condizione di precise progettualità a loro riservate, nasce dalla considerazione che le nostre comunità, pur non avendone l'obbligo, facendo parte del cratere sismico, si sono sempre rese disponibili a realizzare politiche di accoglienza a favore di queste persone che, ricordiamo, non sono clandestini ma profughi di guerra. 41 di loro già vivono qui da tempo e seguono progetti di inserimento».
«Va inoltre ricordato - continua - che il costo di tale accoglienza è totalmente a carico della Prefettura. Nei giorni scorsi i rappresentanti dell'Unione, nel corso dell'incontro con la Prefettura, hanno ribadito che nell’affrontare una problematica così importante è necessaria la massima condivisione, precisando che il luogo inizialmente individuato (il cosiddetto “Biscione” di via Unione Sovietica a Carpi) non è il più adatto, visto che proprio questo edificio è interessato da tempo da opere di riqualificazione e monitoraggio da parte della Polizia municipale. Si ritiene che l'arrivo di una decina di persone in un territorio di 105 mila abitanti non possa rappresentare un problema sociale, a meno che non si voglia strumentalizzare per altri fini questa scelta fatta per responsabilità istituzionale». A tale proposito il Comune informa che in queste ore il sindaco, pesantemente attaccato sul web e sui social anche sul piano personale, sta esaminando con l'ufficio legale l'ipotesi di procedere con formale querela contro chi, «in modo strumentale, ha stravolto le sue dichiarazioni, trasformandole in ricostruzioni false».
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