Gazzetta di Modena

Modena

«L’odio razziale rischia di dividere Vignola»

«L’odio razziale rischia di dividere Vignola»

Lo psicoanalista e l’aggressione ai ragazzi: «La religione non ha responsabilità. Tutelare la comunità»

2 MINUTI DI LETTURA





VIGNOLA. Sul pericolo che, dopo la vicenda della vigilia dell’Epifania, si scateni una ventata di odio razziale e che se ne faccia una questione di religione, è intervenuto nuovamente lo psicoanalista vignolese Maurizio Montanari.

«Il grave episodio di Vignola - spiega Montanari - non può essere ascritto ad alcun “estremismo religioso”, mancando le caratteristiche semi deliranti dell’immedesimazione totale e alienante del terrorista alla sua ‘missione’ violenta. Tuttavia è lecito chiedersi perché uomini desiderosi di dare sfogo alle loro tendenze perverse o, in subordine, alle loro fregole da spacconi di infimo ordine, utilizzino l’abito del fondamentalista. Gli operatori del centro Dévereux, in Francia, sostengono che “i soggetti più a rischio di patologie psichiche, di scoppi di violenza, ma anche di derive integraliste o fondamentaliste, sono soprattutto coloro sui quali la migrazione ha costituito un trauma che non ha permesso loro di mantenere attivo qualche aspetto dell’identità».

«Oggi - continua l’esperto - l’abito del fanatico terrorista è già lì, preconfezionato, cucito da menti perverse, solitamente lontane da fame e marginalità, messo a disposizione di masse di emarginati incapaci di integrarsi o, peggio, indossato da violenti per i quali ‘fare il terrorista’ è un modo come un altro di dare sfogo alle loro parti malate. Nel Natale del 2009, a Vignola, un sacerdote (Don Giorgio Panini, ndr) uccise nottetempo il padrone della casa nella quale era ospite. L’incredulità dei vignolesi fu pari alla veemenza con la quale parti del tessuto sociale si attivarono alla ricerca di una qualsivoglia patologia mentale che potesse giustificare l’assassinio. La perizia sentenziò invece che il sacerdote era capace di intendere e volere. Nessuno mai ritenne la sua fede un movente primario dell’agire. Pochi mesi dopo, a Novi, un marito uccise la moglie con sei colpi di mattone, rea di aver difeso le scelte della figlia Nooshen. In questo caso nessuno degli abitanti del luogo si levò a chiedere la semi infermità mentale del reo. Venne invece utilizzata l’aggravante etnico religiosa. Criminale la loro religione, bestiali i loro usi e costumi. Dunque è bene separare gli elementi di questa vicenda, rimettendoli al loro posto senza sovrapporli. Responsabilità soggettiva dei singoli da un lato. Religione, etnia e appartenenza dall’altro. È necessario punire gli autori del fatto, ma le componenti religiose, in questo caso, devono restare fuori. Parimenti urge non alimentare quell’odio confessionale lanciando nuove crociate, poiché il rischio è quello di risvegliare le metastasi dormienti di quel fondamentalismo capace di attecchire in ogni dove». (m.ped.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google