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Seta, sui turni di guida è scoppiata la protesta

Seta, sui turni di guida è scoppiata la protesta

Approvate dagli autisti le richieste per revocare l’organizzazione del lavoro Personale all’osso, si spera nel concorso: su 900 candidati ne sono passati 300

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Via allo stato di agitazione per i 430 autisti di Seta.

È questa la novità di ieri per la vertenza sui turni che ha trovato i guidatori uniti per chiedere ai vertici dell’azienda trasporti e ad Amo un passo indietro sui nuovi orari per i turni di lavoro. «Gli intervalli per gli spostamenti tra una linea e l’altra sono troppo brevi - dicono - La mattina lasciamo l’auto nel deposito a S. Anna, dove ci sono i mezzi, alla periferia della città. Da quel momento in poi saliamo sugli autobus per i turni. Ma come facciamo a passare da una linea all’altra, da un capolinea all’altro? Dobbiamo usare i mezzi pubblici anche noi, con le incertezze del caso per gli orari. E con 40 minuti d’intervallo, quando dobbiamo prenderne due, non facciamo a tempo, siamo costretti a ritardi non voluti da noi. Anche da un punto di vista contrattuale e legale veniamo costretti all’illegalità. E non va bene per niente».

La macchina per lo stato di agitazione ora si è messa in moto e coinvolgerà, per altre questioni, anche i colleghi di Reggio Emilia e Piacenza in quella che sembra diventare ogni giorno di più una vertenza collettiva. E anche nelle altre due province si parla sempre di problemi gestionali che vengono messi sotto accusa da chi deve fare i conti ogni giorno con la strada e con i passeggeri.

Per quanto riguarda ad esempio la nostra provincia la compressione dei tempi di percorrenza crea non solo qualche problema ma chiama gli autisti a una continua mediazione per difendere il buon nome di Seta nei confronti dei passeggeri che maldigeriscono i tempi morti di alcune coincidenze.

Gli esempi sono diversi ma anche ai piani alti di Seta sono consapevoli che con il personale ridotto all’osso, dopo le riduzioni di una trentina di persone effettuate negli ultimi 36 mesi, gli spazi di manovra sono pochi. In ogni senso: per questo si guarda con grande attesa alla fine della maxi-selezione che è iniziata a dicembre e che ha visto arrivare sui tavoli della direzione ben 1400 richieste per partecipare alle selezioni. La prima prova, quella sui quiz, ha visto presentarsi sui banchi solo 900 candidati e di questi ben il 70% è stato respinto. Ne sono rimasti poco più di 300 che dovranno affrontare i test psico-attitudianeli e poi, in rapida successione, i promossi all’ultimo passaggio, quello della prova pratica alla guida dei lunghi mezzi, compresi i superfilobus da 18 metri.

Al termine delle tre prove sarà compilata la graduatoria finale che servirà per sostituire il personale assente nelle tre province per ferie o malattia o per intergrare i posti alla guida degli autisti che vanno in pensione nei prossimi anni.

Saverio Cioce

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