Carpi, abiti tossici per bimbi: scatta il divieto di vendita
Si tratta di capi Blumarine Baby prodotti su licenza dall’azienda “Spazio Sei” Il collo di pelliccia contiene cromo. Il titolare: «Noi ignari, le analisi erano ok»
CARPI. Le analisi chimiche richieste dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione e Diritti degli animali, hanno confermato i dubbi dell’associazione: su quel capo Blumarine Baby (prodotto su licenza da Spazio Sei), con collo in pelliccia di coniglio, c’erano sostanze pericolose per la salute. È infatti dei giorni scorsi il documento ufficiale del Ministero della Salute che ordina il definitivo ritiro dal mercato del prodotto, un piumino in ecopiuma con collo in pelliccia, venduto a 433 euro.
IL CASO. In quei morbidi colli di pelliccia di coniglio si nascondeva infatti una sostanza chimica tutt’altro che salutare. «I test ufficiali condotti sul campione sequestrato dai carabinieri del “Nas”, - spiega la Lav - hanno rilevato elevati livelli di Cromo esavalente per il prodotto Blumarine Baby (rispettivamente 37,3 mg/kg e 27,1mg/kg, contro il livello massimo di sicurezza di 3 mg/kg previsto dal Regolamento UE 301/2014). Il Cromo esavalente, - continua - oltre ad essere una sostanza cancerogena, può causare reazioni allergiche (ad esempio l’eczema da contatto) in individui ipersensibili. Inoltre il capo Blumarine Baby presenta una elevata concentrazione di Cromo Trivalente (assorbibile tramite sudore), 168mg/kg contro i 18mg/kg raccomandati dall’Istituto superiore di Sanità, per evitare l’insorgere di effetti sensibilizzanti della cute».
LA DIFESA. Blumarine, essendo licenziante del prodotto griffato, riferisce di non avere responsabilità: «Quando oltre un anno fa abbiamo saputo dell’indagine abbiamo chiesto a Spazio 6 la documentazione - commenta Russen Berger, responsabile licenze Blufin - e abbiamo constatato che i capi prima della loro immissione sul mercato erano stati correttamente oggetto di preventive analisi effettuate da laboratori che non avevano riscontrato anomalie». Franco Ferrari, titolare di Spazio 6, come abbiamo detto azienda licenziataria di Blumarine Baby spiega: «In relazione a quei capi abbiamo tutte le certificazioni previste. Tra l’altro sono stati prodotti in Spagna, Paese dell’Unione Europea. Le analisi della Lav e successivamente dei Nas risalgono a inizio 2015 e noi, preventivamente, avevamo già all’epoca tolto i capi dal commercio. Non si tratta di grandi quantitativi, poche centinaia di capi. In ogni caso, anche in conseguenza a questa vicenda, abbiamo eliminato dalle nostre produzioni capi che abbiano parti di pelliccia di animali».
GLI ANIMALISTI. Soddisfazione, a questo proposito, della Lav che afferma: «Il Ministero della Salute deve prendere atto che i processi produttivi caratterizzanti le pellicce difficilmente risultano standardizzabili e pertanto, ogni singolo prodotto di pellicceria può contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate in fase di concia, e in concentrazioni anche potenzialmente pericolose per la salute del consumatore, tanto più se questo è in tenera età. È pertanto doveroso, nell’interesse dei cittadini, disporre il definitivo divieto di vendita di prodotti di pellicceria». Quindi, dopo la sospensione alla vendita ordinata dal Ministero a Spazio 6 a inizio 2015 in attesa delle analisi ufficiali, adesso arriva l’ordine di ritirare la merce. «L’azienda - conclude Lav - ora dovrà informare chi ha comprato quei capi sul risultato delle analisi e del rischio che corre nell’indossarli». Analisi simili da parte della Lav vengono effettuate regolarmente su capi di varie aziende tra cui anche primari marchi di moda pure loro trovati con problemi simili a quelli riscontrati sul capo di Blumarine Baby.
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