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Regione Emilia Romagna, proposta Pd «Introdurre il latino nelle scuole medie»

Regione Emilia Romagna, proposta Pd «Introdurre il latino nelle scuole medie»

L’ipotesi prevede la materia aggiuntiva e facoltativa I docenti favorevoli se la scelta è fatta da ragazzi e famiglie

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MODENA. Il latino sarà insegnato anche alle medie, almeno come materia facoltativa? A chiederlo è il Pd, che in Regione Emilia Romagna ha presentato una risoluzione per “proporre ai dirigenti delle scuole secondarie di primo grado di introdurre il latino quale insegnamento extra-curricolare facoltativo”.

«Alle superiori - scrive il presentatore del documento Giorgio Pruccoli - il latino è sempre meno centrale. Oggi l'insegnamento si è contratto e in molti casi completamente scomparso. È una scelta che depaupera profondamente il patrimonio culturale dei singoli e dell'intera collettività, in nome di un'errata declinazione del concetto di scuola delle competenze, esclusivamente concentrata sull'apprendimento del saper fare, spesso a scapito della trasmissione delle competenze di base e della stessa maturazione dei ragazzi».

Da qui la richiesta alla giunta Bonaccini di «valutare con l'Ufficio Scolastico Regionale una campagna di sensibilizzazione sul valore sociale e culturale che ha la conoscenza della classicità e del latino, coinvolgendo le associazioni culturali. È possibile, nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, proporre ai dirigenti delle scuole medie d’introdurre il latino come insegnamento extra-curricolare facoltativo? Non sarebbe estraneo al formarsi di una cultura anche scientifica e tecnica».

«Se è una materia che va oltre il normale corso di studi e d è scelta dai ragazzi e dalle famiglie ben venga - commenta la professoressa Titti Di Marco, docente di italiano e latino al liceo classico Muratori - Ma il problema è a monte. I ragazzi oggi sono deboli proprio nella conoscenza della prima lingua, l’italiano. Da lì in poi dovremmo essere noi dei licei a partire con il latino? Ai genitori, come ai colleghi delle medie, raccomandiamo sempre di rinforzare l’insegnamento di analisi logica e di grammatica; sono indispensabili per qualsiasi lingua. Eppure anche in un liceo classico ci si trova davanti a studenti che arrivano con studi infinitesimi di analisi logica e grammaticale. D’altro canto mi rendo perfettamente conto che i docenti delle scuole medie devono fare i conti con un utenza molto differenziata, con esigenze diversissime. In ogni caso anche noi al classico dobbiamo fare i conti con i programmi ministeriali. Con la riforma all’italiano è stata tolta un’ora settimanale, passando di cinque a quattro ore, dovendo affrontare epica, grammatica e antologia. Un’ora per uno e via».

Dall’altra parte, quella degli oppositori alla scelta pro-latino, è difficile trovarli. Già la proposta di inserire il latino come materia extracurricolare, al pari di tanti altri corsi scelti dalle scuole nella loro autonomia, rende l’innovazione più simbolica che sostanziale.

Di più: l’insegnamento dei primi rudimenti della lingua dei Romani alle medie non appartiene all’esperienza degli attuali insegnanti, se si eccettuano quelli con meno di 55 anni o quasi. Fino al ’70-’71 l’insegnamento era obbligatorio alle medie, poi per un biennio divenne facoltativo prima di scomparire del tutto. E ora si partirebbe da zero.

Eppure qualcosa già si muove se è vero, come è vero, che in alcune scuole medie come le Paoli-S.Carlo o le Lanfranco-Guidotti a Modena, ci sono corsi pomeridiani di latino per gli alunni di terza. Molte le richieste anche perchè chi frequenta le lezioni al pomeriggio è già indirizzato vero il liceo nell’anno successivo. E quindi anche le famiglie che fanno questa scelta si adeguano, mettendo in secondo piano sport e musica rispetto ai corsi di latino e pagando il costo del corso aggiuntivo.

In realtà la discussione sul latino alle medie in Italia ha sempre avuto sostenitori e oppositori. Nella proposta avanzata in Regione invece si propone di estendere su tutte le scuole l’opportunità di ampliare l’offerta con il latino, sempre a scelta di studenti e genitori.

Negli anni Settanta ad esempio per le medie c’era una sorta di bivio sulla materia da portare come obbligatoria anche all’esame finale: o si sceglieva l’educazione tecnica oppure il latino, che rimaneva però dentro l’orario scolastico. Nel caso in cui la proposta diventasse realtà invece la lingua di Cicerone resterebbe confinata al pomeriggio. (s.c.)

 

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