Il Comune valuta il ricorso al Consiglio di Stato
Il Comune di Modena sta approfondendo i contenuti della sentenza che mercoledì il Tar ha depositato sul garage Ferrari per valutare un eventuale appello al Consiglio di Stato. La sentenza del...
Il Comune di Modena sta approfondendo i contenuti della sentenza che mercoledì il Tar ha depositato sul garage Ferrari per valutare un eventuale appello al Consiglio di Stato.
La sentenza del Tribunale amministrativo regionale, in particolare, impone entro sei mesi la demolizione dell’intero fabbricato del garage Ferrari di viale Trento Trieste, nomina il provveditore regionale per le Opere pubbliche commissario ad acta per eseguire il provvedimento e dispone che le spese delle operazioni siano interamente a carico del Comune. Questio perchè i giudici di Bologna hanno rilevato che il Comune non esegue l’ordina di abbattimento già emesso quasi tre anni fa e oltretutto lo scorso settembre sempre il Comune ha considerato nuovamente valida la concessione per la parte costuita non in eccedenza nonostante sentenze che indicano che non abbia alcun valore.
Per questo ora i giudici ricorrono a un’autorità esterna per vedere applicata al’autorità del potere giudiziario.
La vicenda relativa al garage Ferrari è nata alla fine degli anni Ottanta e, nel maggio 2013, una sentenza del Tar, confermata dal Consiglio di Stato, ha dichiarato abusivo il fabbricato in quanto la cubatura realizzata superava quella massima consentita.
Secondo la ricostruzione fornita dal Comune, nel maggio 2014, l’amministrazione ha avviato un procedimento per darne esecuzione valutando la possibilità di una demolizione parziale (dei due piani superiori) o totale.
I provvedimenti comunali sottolineavano infatti che l’immobile, benché di proprietà privata (la società B.A. Service spa), costituiva «un’importante servizio indispensabile per le esigenze pubbliche della sosta del centro storico» e, da questo punto di vista, rappresentava una struttura di «pubblico interesse». Ma i giudici hanno ritenuto che questi due argomenti non hanno alcun valore e non sono pertinenti con il tema dell’abuso edilizio e della concessione comunale nulla.
da parte sua, ieri il Comune ha reso nota la sua posizione: «Nel rispetto del principio di continuità dell'azione amministrativa, il procedimento è stato chiuso dal Comune lo scorso settembre prevedendo una sanzione pecuniaria a carico del proprietario come sanatoria rispetto alla mancanza di titolo edilizio. Il Tar, in particolare, con l’attuale sentenza dichiara nullo tale provvedimento». Il Comune ha poi aggiunto che a giunta con il suo ufficio legale e il Settore Pianificazione sta valutando se ricorrere ancora una volta contro la sentenza rivolgendosi al Consiglio di Stato.
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