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Operai clandestini di notte Blitz nel laboratorio cinese

Operai clandestini di notte Blitz nel laboratorio cinese

Bastiglia. Finestre oscurate e videosorveglianza per evitare i controlli Trovati 13 lavoratori in nero, quattro dei quali irregolari: multe e denuncia

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BASTIGLIA. La Guardia di Finanza di Modena ha scoperto a Bastiglia un laboratorio irregolare, gestito da un pregiudicato cinese dove si lavorava specialmente in orari notturni.

Per poter accedere nel capannone, che era stato attrezzato con locali dormitorio realizzati mediante materiali di recupero, i finanzieri hanno dovuto aggirare l’ingresso principale, passando attraverso la campagna, e bloccare gli accessi secondari. L’imprenditore infatti - riferisce una nota delle fiamme gialle - si era dotato di un sofisticato sistema di videosorveglianza ed aveva predisposto apposite vie di fuga attraverso i campi.

Lo stabilimento di produzione era apparso sin da subito sospetto, prima ai cittadini e poi ai militari, poiché si presentava assolutamente privo di insegne ed aveva le finestre completamente oscurate, per mascherare l’operatività della struttura.

I finanzieri, appostati nelle vicinanze sin dalle prime ore dell'alba, avevano notato che diverse persone, tutte di origine cinese, si aggiravano nei pressi dello stabilimento.

Una volta entrati nei locali del laboratorio di confezioni per signora, collocati nel centro abitato, le fiamme gialle e agli ispettori della direzione territoriale del Lavoro di Modena, hanno identificato complessivamente 13 lavoratori, dei quali 9 sono risultati essere impiegati completamente “in nero”. In base alla legge, è stata immediatamente disposta dagli operatori della Direzione del Lavoro la sospensione dell’attività lavorativa per le violazioni alle vigenti normative in materia di sicurezza sul lavoro.

“Il provvedimento in questione comporta, tra l’altro - ricorda la nota - una sanzione pecuniaria di 2.000 euro, tempestivamente pagata dal soggetto cinese”, manco a dirlo.

La Finanza spiega che ulteriori accertamenti sono in corso, al fine di procedere con la contestazione della cosiddetta “maxi-sanzione” da lavoro nero, il cui valore è di circa 2.500 euro per ogni lavoratore irregolare.

All’esito delle indagini, la cui direzione è stata assunta dal sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica, Pasquale Mazzei, è scattata nei confronti dell’imprenditore di origine asiatica anche la denuncia per sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Quattro dei soggetti identificati durante il blitz, che risale a qualche settimana fa, sono infatti risultati impiegati al lavoro sebbene del tutto sprovvisti di permesso di soggiorno.

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