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«Scuola, 30 anni di lavoro cancellati dalla riforma»

«Scuola, 30 anni di lavoro cancellati dalla riforma»

I nuovi istituti comprensivi approvati in consiglio comunale ma restano le criticità. I genitori di Carducci e Rodari: «Comune sordo, troppo penalizzati»

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Da oggi, politicamente, non se ne parlerà più, almeno nell’immediato. Gli istituti comprensivi, la cui riforma è stata tanto sudata e discussa nelle ultime settimane, sono finalmente nero su bianco.

Sul “come” si è già scritto, con un imbarazzo crescente del Comune per non aver gestito le chiare richieste dei cittadini, tanto da far scoppiare una polemica durata mesi. E che ancora non si è appianata, perchè chiudere la vicenda dicendo che «sono stati ascoltati tutti - in ritardo - e poi qualcuno doveva decidere», è stato troppo facile.

Ieri in consiglio comunale il Movimento Cinquestelle è stato piuttosto duro negli interventi sulla riforma scolastica, ma tutto era già scritto, come è stato di facciata il dialogo di queste settimane. Basti pensare che le lettere per l’iscrizione dei ragazzi alle scuole medie sono già arrivate in questi giorni alle famiglie modenesi, quando ancora il piano doveva essere definitivamente approvato con le modifiche. Questione di tempi, dirà il Comune: certo, ma a questa situazione si è arrivati con chiare responsabilità.

La delibera ribadisce la destinazione unica della Mattarella a scuola secondaria di primo grado e la sua istituzione dall’anno scolastico 2016/2017, in considerazione dei tempi necessari al completamento, fissando però l’attivazione di tre corsi anziché quattro. Ciò significa che a settembre partiranno solo le prime classi e di conseguenza le seconde e le terze saranno attivate rispettivamente dall’anno scolastico 2017/18 e 2018/19 (tale precisazione viene anche esplicitata attraverso l’emendamento approvato).

Per accompagnare l’istituzione della nuova scuola e del corrispondente Istituto comprensivo, il Comune e l’Ambito territoriale di Modena dell’Ufficio scolastico regionale costituiranno un gruppo di lavoro di cui faranno parte anche docenti, personale non docente e genitori, accogliendo per altro una delle richieste emerse nel percorso di confronto. Alle Lanfranco resteranno pertanto sei sezioni, al posto delle attuali nove (erano cinque quelle inizialmente previste), con la garanzia che tutti gli studenti già frequentanti potranno terminare il loro corso di studi nel plesso scolastico a cui si sono iscritti.

E a proposito della manovra approvata, ieri si è fatta sentire la protesta dei comitati genitori della scuola media Carducci e della elementare Rodari: «È con profondo dispiacere che prendiamo atto del fatto che chi di dovere è rimasto sordo alla nostra richiesta di non spezzare la continuità “storica” dell’attuale Istituto Comprensivo IC3, espressa nella petizione sottoscritta da genitori, docenti e cittadini. La proposta di riorganizzazione illustrataci il 4 gennaio scorso e presentata in Commissione Istruzione il 7 gennaio non tiene affatto conto delle nostre motivate richieste sia riguardo al futuro dell’IC3 che per il futuro dell’IC5, infatti, dopo aver spaccato il Comprensivo 3 enucleando le scuole Carducci, si sta cancellando trent’anni di lavoro della scuola e gli incessanti sforzi fatti negli ultimi due anni. Come già ripetuto in più sedi le Carducci hanno una continuità storica con le Rodari, questa nuova riorganizzazione penalizza pesantemente l’attuale Comprensivo al di là di ogni altra sterile considerazione. A questo punto, come pare evidente, non si vuole accogliere la nostra proposta di non interrompere l’ottimo lavoro di continuità didattica-educativa intrapreso tra la primaria Rodari e la secondaria Carducci e l’Amministrazione ritiene come unica soluzione quella di “spezzare” l’attuale IC3».

Davide Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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