«Un romanzo storico sul Duomo con lo spirito dell’amanuense»
I ragazzi della terza M del Liceo musicale Sigonio hanno incontrato lo scrittore Giancarlo Benatti, dopo la lettura del suo romanzo sulla costruzione del Duomo di Modena, di prossima ristampa....
I ragazzi della terza M del Liceo musicale Sigonio hanno incontrato lo scrittore Giancarlo Benatti, dopo la lettura del suo romanzo sulla costruzione del Duomo di Modena, di prossima ristampa.
«Quando ero piccolo e andavo in città, la mia attenzione cadeva sempre sul Duomo» dice l’autore durante l'incontro.
«Immaginatevi la storia di un piccolo borgo di cinquemila abitanti, che con la sola forza di volontà è riuscito a commissionare una costruzione imponente come quella del Duomo di Modena: una storia incredibile!».
Da dove ha preso l’ispirazione per scrivere il libro?
«Sin dalla mia infanzia non ho ricevuto alcun insegnamento riguardante la religione cristiana. Per vent’anni mi sono documentato per mia cultura personale sulla bellezza e l’importanza di quest'opera modenese. Quando nel 1995 è avvenuto un terremoto che mi ha costretto ad andare a visitare il companile di Lesignana, danneggiato, ho avuto l’idea di far finta di ritrovare un manoscritto che raccontasse le vicende della costruzione della nostra Cattedrale. Ho anche preso spunto da due romanzi storici: I pilastri della terra di Follet e Il nome della rosa di Eco».
Perché ha scelto la forma del romanzo storico?
«Volevo scrivere qualcosa che non fosse un saggio. Ho deciso di scrivere un romanzo storico che conciliasse al suo interno realtà e fantasia, ottenendo in questo modo il coinvolgimento del lettore non solo nella Storia, ma anche nella vita dei singoli personaggi».
Quale tecnica di scrittura l’ha guidata?
«Ho ricercato una scrittura semplice, lineare e scorrevole. Mi sono immedesimato in un monaco amanuense per rendere piú realistica la scrittura».
Quanto tempo le è servito?
«Ho impiegato 3 anni per portare a termine questo mio scritto, avendo la possibilità di lavorarci unicamente i fine-settimana e durante le festività. Sono un imprenditore edile, ora in pensione, e non sono mai riuscito a scrivere a tempo pieno».
Da che fonti ha attinto per documentarsi?
«Ho ricercato e studiato diversi documenti storici per essere aggiornato al meglio e ho accumulato alcune decine di saggi nella mia biblioteca. Grazie a questi libri ho potuto ricostruire e romanzare questa interessantissima storia. Inoltre, nel 1982, è stata fatta una mostra su Wiligelmo e sul Duomo, che ha avuto una grandissima risonanza europea. In quell’occasione ho ascoltato molte conferenze degli storici più importanti del tempo, Le Goff, Riccomini e Quintavalle, tutti riuniti a Modena a riflettere sul nostro Duomo».
Terza M liceo musicale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
