Comuni, fusione bollente Parte petizione per il “no”
Spilamberto. Tante le adesioni alla serata contro l’unione delle amministrazioni Ma il sindaco attacca gli organizzatori: «Non mi hanno consentito di parlare»
SPILAMBERTO. Sala gremita l’altra sera allo spazio eventi “Famigli”, per la serata organizzata da un nutrito gruppo di cittadini spilambertesi di diverse estrazioni politiche, che intendono opporsi ad ogni progetto di fusione tra comuni. Da alcuni mesi, infatti, la società Nomisma sta studiando, su incarico dell’Unione dei Comuni “Terre di Castelli”, l’eventualità di una o più fusioni tra i diversi comuni dell’Unione più Montese. Scopo di questo studio è scoprire se ci siano effettivi vantaggi dall’effettuare una o più fusioni tra i 9 comuni coinvolti.
Molti cittadini della comunità spilambertese, però, di fusione non ne vogliono proprio sentire parlare, per diversi motivi, tra cui quelli di non diventare una semplice frazione di un “super comune”, non perdere la propria identità storico–culturale e non allontanare il cittadino dal rapporto diretto con i servizi e le istituzioni comunali. L’opposizione alla sola idea di fusione è talmente forte che proprio l’altra sera è stata lanciata una raccolta di firme tra tutti gli spilambertesi, per dire appunto “no alla fusione”. Già l’altra sera sono state raccolte delle firme, poi questa raccolta continuerà a oltranza a partire dall’ultima settimana di gennaio, sia al mercoledì sia alla domenica mattina, fino a un termine non ancora precisato. L’altra sera intanto, a illustrare le ragioni del no e a lanciare la petizione, sono saliti sul palco del “Famigli” Omer Bonezzi, Illias Aratri e Antonio Ferrara, assieme a due relatori “anti–fusione” provenienti da Savignano e dal comune fuso di Valsamoggia, rispettivamente il consigliere comunale Maurizio Tedeschi e l’ex consigliere Simone Rimondi.
Intanto, durante la serata dell’altro ieri, Tedeschi ha ammonito: «Ricordiamoci che il processo di fusione è senza ritorno. Non si torna indietro se non si è soddisfatti».
Raimondi, invece, ha ricordato tra l’altro: «Con la fusione, in Valsamoggia la tassa sui rifiuti (Tari) è aumentata del 27%».
Negli interventi tra il pubblico che sono seguiti, non sono mancate anche voci dissonanti con il coro di no. Tra queste il consigliere di maggioranza Niccolò Morselli, che ha invitato ad aspettare l'esito dello studio di Nomisma prima di prendere una posizione. Il sindaco Umberto Costantini, che ha raggiunto tardi il Famigli perché impegnato in un’iniziativa sul bilancio 2016 a San Vito, accusa invece: «Anche se sono arrivato verso la fine della riunione ho chiesto la parola e Aratri, che moderava, me l’ha negata».
Insomma, ce già abbastanza carne al fuoco e la corda del violino pare esserea già molto tesa.
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