Impianto bitume, 700 firme «Analizzate l’aria che puzza»
SPILAMBERTO. Continua a far discutere l’impianto di produzione di bitume tra San Cesario e Spilamberto. Sabina Piccini, capogurppo della lista civica Nuovo San Cesario, annuncia di essersi rivolta...
SPILAMBERTO. Continua a far discutere l’impianto di produzione di bitume tra San Cesario e Spilamberto. Sabina Piccini, capogurppo della lista civica Nuovo San Cesario, annuncia di essersi rivolta alla Procura, forte di oltre 700 firme di cittadini che pretendono di sapere se, oltre al cattivo odore proveniente dall’impianto di produzione, vengano riversate nell’aria sostanze cancerogene: «Oltre settecento firme sono state consegnate oggi al sindaco - dice Sabina Piccinini - per dire basta alla puzza di asfalto bruciato in paese e pretendere controlli costanti ed adeguati alle emissioni dell’impianto di produzione di bitume di Spilamberto. Le firme sono state raccolte dai commercianti e da un gruppo di cittadini. Da tempo ormai il nostro gruppo consiliare chiede a Comune e Provincia controlli all’impianto, ma ancora nessuno sa vi siano o meno composti possibili cancerogeni (idrocarburi policiclici aromatici) ed in quali concentrazioni. Nessuna risposta, al punto che lo stesso Prefetto, su nostra sollecitazione ha deciso di intervenire. Impianti simili possono emettere sostanze cancerogene in misura tutt’altro che trascurabile, anche ai sensi delle normativa vigente in Italia. Non a caso la Provincia pose dei limiti ben precisi alle emissioni di sostanze cancerogene prodotte da un altro impianto, quello di Magazzino, oggi dismesso. Perché la stessa cosa non è stata fatta anche qui? Perché la Provincia ha rilasciato un’autorizzazione senza porre limiti all’emissione di sostanze possibili cancerogene? Il Comune si attivi presso la Provincia e chieda la convocazione di una Conferenza dei servizi per la modifica dell’autorizzazione, prescrivendo all’impianto di bitume di Spilamberto tutte le possibili migliorie impiantistiche per l’abbattimento di eventuali emissioni odorigene e cancerogene. La ditta ha dato la propria disponibilità a collaborare ed investire nelle migliori tecnologie possibili».
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