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Le aziende di casa nostra nel business idrocarburi

Le aziende di casa nostra nel business idrocarburi

Tre sono quelle attive sul metano: Coimepa a Zocca, Siam a Lama Mocogno e nella Bassa ha sede la Gas Concordia che è una società della galassia Cpl

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Sono molte decine le società che in Italia si occupano della ricerca, trivellazione, produzione e sfruttamento degli idrocarburi ossia dei composti organici di natura fossile ampiamente usati come combustibili. Tra di esse ce ne sono anche tre attive a Modena, la “Coimepa” di Zocca, la Siam di Lama Mocogno e la Gas Concordia che è una società della galassia Cpl di Concordia mentre nel Modenese operano anche la Terracon di Firenze, la Edison di Milano, l'americana Aleanna Resources e la "Po Valley operations" di Roma. Al momento la situazione, alcuni mesi dopo che la Regione ha revocato lo stop alle trivellazioni (ma sono rimaste linee guida molto strette), è la seguente.

La Coimepa gestisce appensa due siti per un totale di 35 chilometri quadrati a Bosco e Dardagnola, mentre la Siam gestisce pozzi a Barigazzo, Monte Cantiere e Vetta. Infine c'è la Cpl gas che non gestisce siti nel Modenese. Abbiamo sentito Domenico Tazzioli, rappresentante la Società idroelettrica Alto modenese (Siam). «Siamo una società storica - dice - nata nel 1931 per occuparsi di energia idroelettrica anche se subito, nel 1936, l'azienda prese a occuparsi di concessioni per il gas in montagna. Oggi portiamo avanti tre concessioni per lo Stato, a Monte Cantiere, Barigazzo e Vetta ed estraiamo e lavoriamo il gas naturale formato per il 96% dal metano, un diffusissimo gas italiano. Il gas che noi estraiamo al momento lo distribuiamo a Hera, inoltre svolgiamo anche attività di ricerca e facciamo parte di Aimag di Mirandola dal 2008. Successivamente a quell'anno abbiamo attivato alcune ricerche con perforazione del sottosuolo per creare dei pozzi. In Emilia però al momento sia fermi, a causa del sisma del 2012 e siamo in attesa di comprendere che risposta darà il Ministero per lo Sviluppo economico alle nostre domande. Se ne sta interessando anche la Regione che ha posto regole ferree, anche se i nostri pozzi non sono profondi: appena 500 metri e non creano certo danni particolari. Ci occupiamo infatti di manifestazioni di gas superficiale che andrebbero disperse qualora non le raccogliessimo. Occorre ricordare che questo non è un momento roseo per il nostro ambito: il prezzo della materia prima è infatti calato molto e oggi siamo a circa 0,20 euro a metro cubo mentre pochi anni fa erano a 0,35. Prezzo calato quasi della metà». (s.l.)

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