Gazzetta di Modena

Modena

Una modenese con Berlusconi e Sgarbi

Una modenese con Berlusconi e Sgarbi

Carlotta Tadolini, 24 anni di Pavullo, a Ferrara con l’ex premier e altri ospiti per la festa di compleanno del padre del critico

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. C’era anche una giovane modenese, ieri, a casa Sgarbi, per la festa di compleanno del padre del critico che ha riunito a Ro di Ferrara diversi ospiti tra cui anche Silvio Berlusconi. E proprio alla destra dell’ex presidente del Consiglio, a tavola per il pranzo dei 95 anni di papà Giuseppe Sgarbi, assieme ad altri illustri commensali, la ventiquattrenne di Pavullo Carlotta Tadolini, modella e amica del critico ferrarese. Carlotta, tacco a spillo impressionante e gambalunga, era attesa insieme ad un’altra trentina di persone. Al pranzo, come detto, è stata alla destra dell’ex Cavaliere giovialmente. Lui ha esorcizzato gli interrogativi e gettato acqua sui pettegolezzi affermando: «Abbassa la media aritmetica dell’età degli ospiti».

Varia e fluida la compagine degli invitati, accolti e amministrati da Sauro Moretti, assistente personale di Sgarbi. Fra i primi ad arrivare, rompendo la consuetudine dei tempi dilatati di casa Sgarbi, la presidente del consiglio comunale di Urbino (dove il critico è assessore dimissionario alla Rivoluzione, a causa della polemica sull’albero di Natale) Elisabetta Foschi con l’ex sindaco di Fano Stefano Guzzi. L’arcivescovo di Ferrara monsignor Luigi Negri che - previsto fra i commensali - si è appena intravisto, ha salutato Berlusconi, è stato circondato da giornalisti e clic fotografici, e ha fatto ritorno a Ferrara. Presente anche Monsignor Giuseppe Sciacca, vescovo titolare di Fondi, con l’incarico di segretario aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Avvistati inoltre l’ex assessore di Ro ed ex Pd Sara Mazzanti, e poi il sindaco Antonio Giannini. Molte le telefonate, come quella di Carlo Rossella.

Di ottimo umore, Berlusconi si è intrattenuto prima e dopo con papà Sgarbi. L’ex premier ha narrato barzellette con accento meneghino mentre il festeggiato ha recitato stralci danteschi. Ma il lunch sulla riva destra del Po è diventato per l’ex premier anche il “palco” per dire forte e chiaro che tutto dipende da lui: anche quel sondaggiato 32 per cento di consensi totalizzato con l’addizione di Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia, capace di sbaragliare il centrosinistra renzista e i grillini in caso di ballottaggio. Cioè, a sentir lui, la vittoria è Berlusconi. Tra i cappelletti in brodo di pavone, la polenta col ganascino stufato e la polpetta, l’ex Cavaliere ha confermato che «la voglia di esserci e di fare non mi passa più, nonostante l’età e i processi». Ancora ha toccato i temi internazionali. Ha descritto come una «pericolosissima storia» quella delle rivolte del mondo musulmano e degli attentati islamisti. E, tornando alle vicende di casa nostra, ha invocato la riforma della magistratura. Poi l’argomento della democrazia in Italia: «È sospesa. Renzi è contro il popolo. Continua a restare in piedi con cinquanta senatori-stampella. In un popolo di pecoroni non si parla della cosa principale: qui c’è un regime».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google