Alta tensione per Forza Nuova: cariche, scontri e lacrimogeni
In un centro storico difeso da 180 uomini in assetto antisommossa gli anarchici protestano Le due fazioni non entrano in contatto ma corso Cavour e Canalchiaro diventano zone a forte rischio
Il sabato delle quattro manifestazioni in contemporanea non è stato il giorno della guerriglia, non ci sono stati negozi devastati, auto incendiate e nemmeno risse infernali tra opposte fazioni o tra forze dell’ordine e manifestanti. Ma la tensione è stata alta sino alla fine e sarebbe bastato uno spiraglio, un errore o una distrazione nella grande blindatura a cui è stato sottoposto il centro storico, perché la situazione degenerasse. Ma così non è stato. Il centro è stato blindato, a partite dalle 13 sino a circa le 18 da 180 divise, tra polizia, carabinieri, finanza, e municipale che erano dislocati lungo ogni accesso, creando cordoni umani a supporto delle transenne. Ci sono stati due momenti forti, in cui sono volati colpi col manganello ed è stato necessario calmare gli animi con i lacrimogeni. Ma sono state due “esplosioni” circoscritte, sedate in breve tempo.
Il corteo antagonista è stato opportunamente tenuto completamente fuori dal centro, i manifestanti sono stati portati passo per passo da viale Berengario sino a largo Garibaldi passando per la stazione e viale Caduti in Guerra. In centro Forza Nuova, “rinchiusa” in piazzale Redecocca - dopo aver chiesto ma non ottenuto piazza XX Settembre - con i suoi 200 militanti. E la sensazione è che ci fosse un ordine preciso tra i manifestanti di destra: non cadere nelle provocazioni, non accendere gli animi ed evitare qualsiasi gesto che potesse oscurare la loro parata mediatica anche in vista del raduno programmato per martedì a Bologna.
Tutto intorno una città off limits, ma che all’interno del suo cuore cittadino si è radunata davanti al Sacrario dei Caduti per ricordare che Modena è medaglia d’oro al valore della Resistenza nella quale, come aveva ribadito il sindaco Muzzarelli, i fascisti non sono graditi. Tra il Sacrario e il Guernica, nell’ipotetica linea che univa le manifestazioni antifasciste, c’erano gli anarchici di Libera: un manipolo in presidio in piazza Matteotti.
Sono le 15.20 quando, quasi in contemporanea, la situazione si accende e chiama ad un super lavoro le forze dell’ordine. All’incrocio tra viale Fontanelli e corso Cavour i manifestanti del Guernica tentano di sfondare le transenne che impedivano l’accesso al centro. Questioni di istanti è il contatto è stato inevitabile: da una parte i ragazzi che volevano entrare e dall’altra polizia e finanza a respingerli con transenne usate come ariete e manganellate di risposta. Due ragazzi alla fine sono usciti contusi mentre un agente è rimasto per alcuni secondi schiacciato dalla ressa.
Nel frattempo, un’analoga situazione di tensione si è registrata in corso Canalchiaro dove un gruppetto di antagonisti si è materializzato improvvisamente tra via San Paolo e via Tre Re. Hanno urlato slogan contro Forza Nuova, richiamando subito l’attenzione dei militanti che si sono radunati in una sessantina pronti a reagire. La polizia, per evitare il contatto, ha sparato tre lacrimogeni verso gli urlatori, disperdendoli rapidamente. Il tutto mentre alla redazione della Gazzetta giungeva un fax in cui si annunciava l’imminente esplosione di una bomba, collocato nell’ufficio Anagrafe della Circoscrizione 1 in piazzale Redecocca. Falso allarme, ma sono scattate immediate le ulteriori verifiche di sicurezza.
Roberto Fiore ha quindi potuto effettuare il suo intervento senza problemi, circondato dai pretoriani con i quali si è intrattenuto poi a conversare dopo aver attaccato le politiche di immigrazione e al grido di “Forza Nuova orgoglio nazionale”.
E mentre il politico continuava il suo sermone, i 100 del Guernica continuavano a circumnavigare il centro storico: da Corso Cavour il furgoncino bianco che apriva il corteo ha percorso viale Monte Kosica e viale Caduti in Guerra con sosta davanti alla sede della Lega Nord per poi arrestarsi in largo Garibaldi. Una pausa di mezzora per riposare gola e gambe ed ecco il dietrofront sul medesimo percorso dell’andata.
Tutto finito? Certo che no perché, verso le 17, un manipolo di militanti di Forza Nuova, fingendo di fare rientro verso le proprie auto si è invece diretto verso corso Canalchiaro, percorrendo i viali. Si sono compattati in largo Risorgimento, ma sono stati nuovamenti respinti dalla polizia, che anche questa volta non ha avuto bisogno neppure di cariche di alleggerimento. Un manifestante è però stato bloccato e portato alle spalle del cordone di sicurezza: solo l’intervento di un amico gli ha evitato guai peggiori visto che stava alzando troppo i toni con i funzionari. E a pochi metri di distanza, tornando in zona Redecocca sono volati invece alcuni schiaffi tra militanti e antagonisti, impegnati a cercare il contatto attraverso le varie vie traverse. Piccoli scampoli di tensione in un pomeriggio comunque tenuto sotto controllo.
Stefano Totaro
Francesco Dondi
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