«Mai più un centro in stato d’assedio»
I commercianti plaudono al lavoro delle forze dell’ordine, ma chiedono che queste iniziative siano spostate in periferia
«Io ai commercianti lo avevo detto: state tranquilli, aprite regolarmente le vostre attività perché ci sarà chi vigilerà su di voi. E lo dicevo ben conscio di quello che è l’apparato messo in campo. Posso dire di non essermi sbagliato...».
Giuseppe Garramone, questore di Modena, è decisamente molto soddisfatto, il giorno dopo il lungo pomeriggio di tensione per le quattro manifestazioni che si sono svolte in contemporanea nel cuore della città. «Tutto si è svolto nel migliore dei modi, eccezion fatta per quel piccolo incidente che si è verificato in Corso Cavour - spiega il questore - costato il leggero ferimento di un agente della stradale e di un ragazzo della Finanza, cose da niente. Il sistema messo in piedi ha funzionato grazie all’intesa tra tutte le forze in campo. Lo stesso prefetto si è venuto a complimentare con noi alla fine per l’esito della giornata».
Tutto bene quindi sul fronte della conta dei danni e dei feriti, ma l’episodio ha lasciato il segno nel mondo dei commercianti. «Vedere le immagini di corso Canalchiaro chiuso come se si trattasse di una zona di guerra, o le altre foto di via Emilia deserta quando a quell’ora ogni sabato è piena di persone, di famiglie non può non lasciare indifferenti - commenta Massimo Malpighi presidente di Confcommercio Modena - Sia chiaro, nessuno mette in dubbio i diritti costituzionali a manifestare le proprie idee. Ci mancherebbe. Occorre però considerare e bene quali sono le conseguenze, quando si autorizzano manifestazioni che inevitabilmente costringono le forze dell’ordine ad agire come sabato, sebbene a tutela delle nostra sicurezza. Si rimane basiti nel vedere il centro storico ridotto in quel modo».
Malpighi spiega che in questi giorni sono stati numerosi i contatti con associati e imprenditori che hanno manifestato il loro disappunto per questa situazione. «Non nascondo che oltre a coloro che hanno avuto danni per le scritte apparse sui muri delle proprie attività, c’è stato chi, come avete riportato ieri, ha proprio deciso di tenere chiuso, o di aprire in ritardo di 2 ore. In un periodo come questo, dei saldi, che cade in una congiuntura economica che continua ad essere complicata, perdere tutto o parte di un incasso non fa piacere. Ecco perché riteniamo che questo tipo di manifestazioni vadano sì autorizzate, ma ben lontane dal centro, in modo da non arrecare danno a chi chiede solo di poter lavorare tranquillamente». E qui Malpighi annuncia che per il futuro potrebbe scattare la richiesta di tutte le associazioni di commercio alla prefettura di evitare questo tipo di situazioni.
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