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L’INTERVISTA

«Nelle tasche ho ancora le chiavi e se non va bene...»

NONANTOLA. Sono unanimi i soci nel riconoscere a Italo Pedroni il valore dell’attività svolta in tutti questi anni. L’oste ha sì lasciato spazio per una nuova sfida, ma non ha rinunciato al...

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NONANTOLA. Sono unanimi i soci nel riconoscere a Italo Pedroni il valore dell’attività svolta in tutti questi anni. L’oste ha sì lasciato spazio per una nuova sfida, ma non ha rinunciato al carattere combattivo. Un tratto che, secondo chi lo conosce, lo accompagna da sempre. «L’Osteria di Rubbiara passa di padre in figlio - commenta Italo - con due soci. Il giorno in cui l’Osteria cambierà gestione chiuderà perché mi sono riservato che, se cambia qualcosa, chiudo bottega. Le chiavi della porta le ho ancora io». A proposito di chiavi, resteranno quelle degli armadietti per i cellulari. Il telefono all’ingresso, datato mezzo secolo o più, dà l’impressione che il tempo faccia fatica a passare. Di storie Italo ne avrebbe da raccontare. Difficile per lui sceglierne qualcuna. Tuttavia, ha regalato un’anticipazione. «Sto scrivendo un libro - spiega, testimone della quinta generazione passata sotto il tetto dell’Osteria - anche se non lo pubblicherò facilmente. Il titolo l’ho però già scelto: “Uno straniero in terra nonantolana”. Quello straniero sono io». C’è una strana sensazione nel dialogo. Può parlarti in dialetto, tuttavia riesci a comprendere il senso delle sue parole. Le risposte sono brevi e denotano uno sguardo rivolto con prudenza al futuro. «Il figlio è bravo - assicura - però ci penseremo domani...». I clienti vengono anche dall’estero per assaporare piatti e sorseggiare calici della tradizione emiliana. Eppure, c’è un aspetto dell’intervistato che non tutti conoscono. «Sono astemio - confessa - però tra aceto balsamico, vino e liquori ho vinto settanta medaglie».

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