Storico cambio all'osteria Rubbiara: Italo ha ceduto al figlio
NONANTOLA. Giuseppe prende ufficialmente la guida del locale arrivato alla sesta generazione «Cercherò di seguire il suo successo e le sue orme rispettando la tradizione»
NONANTOLA. «Continuare da oste? Fa più paura dell’Expo». Giuseppe Pedroni ha appena ereditato dal padre la gestione dell’Osteria di Rubbiara. È la sesta generazione che si succede alla guida di un’avventura partita nel novembre del 1862. L'oste di allora si chiamava come il pronipote. «Non è un inizio di una nuova gestione - ha garantito il figlio d’Italo - ma un’evoluzione. Cercheremo di migliorare, dove si può, senza perdere il filo del discorso. Mio padre ha tracciato un solco in una località sperduta cinquant’anni fa. Noi cerchiamo di seguirlo. L’aratro è molto pesante. Da solo non ce la potevo fare. Servono un minimo di follia e la passione».
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Tra le caratteristiche apprezzate nei soci (Maurizio e Fabrizio Zoboli) «la modenesità, la passione per i prodotti del territorio e l’umiltà di mettersi a disposizione». Giuseppe Pedroni è stato ambasciatore dell’Emilia Romagna all’Expo. La sua statuetta con l’aceto balsamico (importante tradizione di famiglia) è stata vista da milioni di persone. È vicepresidente dell’associazione Padiglione Italia, che ha lanciato proposte per il futuro, tra cui un Albero della Vita a Modena.
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«Andare all’Expo è stata una bella esperienza - spiega - ma non faceva paura, anzi era una sfida. Mi preoccupa di più ciò che le persone si aspettano e non troveranno più. Mio padre è un pezzo unico, non si può ripetere. Bisogna inventare qualcosa di diverso, mantenendo la base. Le fondamenta sono ben piantate per terra. Bisogna cambiare un po’ il colore dell’edificio, abbellirlo un po’, cercare il particolare, ma sempre nel solco della tradizione».
Citando Giovanni Trapattoni, Giuseppe Pedroni ha ammesso che servirà tempo. «Non voglio essere pessimista - ha ribadito il vicepresidente di Padiglione Italia - ma non dico mai gatto se non l’ho nel sacco». Lo stesso per le attività dell’associazione che riunisce eccellenze da tutto il Paese. «A maggio dovrebbe riaprire la parte del cardo e l’Albero della Vita - ha ripreso Pedroni - stiamo cercando di non perdere i contatti e proseguire con la nostra esperienza. Il vero ostacolo sono i finanziamenti». «Cerchiamo di trovare le condizioni per continuare a promuovere i nostri prodotti - ha assicurato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia - assieme alla grande collaborazione della Camera di Commercio e dei consorzi, con cui abbiamo realizzato il “miracolo” del 2015. Il “Post Expo 2016” avrà una progettualità diversa. La sfida è tenere insieme arte e cultura. L’Albero della Vita a Modena è una suggestione. Abbiamo ipotizzato con Slow Food, la Regione e tanti altri un grande progetto per Villa Sorra: riteniamo possa diventare un punto di riferimento di alta qualità».
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