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Aimag, sfida sul futuro Scontro Carpi-Mirandola

Aimag, sfida sul futuro Scontro Carpi-Mirandola

Ecco tutte le sette offerte proposte per la partnership con la multiutility La città vuole Hera, ma la Bassa guarda a Tea e le Fondazioni sono protagoniste

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Il futuro di Aimag inizia a delinearsi dopo che i documenti con le sette offerte di partnership sono state illustrate ad alcuni politici, in attesa del consiglio di giovedì. Sette proposte molto diverse con due gruppi in pole position: Hera, che punta a prendersi l’intero piatto e Tea, la multiutiliy mantovano molto più simile ad Aimag per mission e territorialità. Per scegliere il partner sarà elaborato un bando che inevitabilmente terrà conto delle valutazioni fatte dalla politica, ma il confronto è ancora aperto e registra l’ennesimo attrito tra Carpi e la Bassa. Se la città, infatti, continua a vedere di buon occhio Hera, Mirandola & C. spingono per Tea. Un conflitto che va avanti da tempo e che si sta cercando di smussare. In quest’ottica si può leggere il passo indietro della camposantese Palma Costi in Regione, per lasciare spazio all’ex sindaco Enrico Campelli, ora nel ruolo di mediatore.

Ma ecco le sette proposte.

Austep. La società lombarda vuole creare una società ad hoc per servizio idrico e progetti ambientali. Aimag avrebbe il 61% ma Austep avrebbe per 25 anni la gestione degli impianti tra cui un nuovo progetto per il biometano.

Piacere Aimag. I gruppi Piacentini, Borsari e Reggiani, già soci correlati di Aimag, sono pronti a rilevare il 14% di Aimag in abbinata con Estra, multiutility pubblica operativa nel Centro Italia in particolare sul settore energetico. Tra le proposte una nuova condotta di adduzione a monte dell’impianto dell’acquedotto per superare il problema amianto.

Hera. Già socia al 25%, vuole salire fino al 51% oppure - ed è la soluzione privilegiata - arrivare alla fusione di Aimag nella società per azioni.

Tea. I mantovani propongono l’acquisto di una partecipazione di Aimag tra il 26 ed il 31%. La metà saranno quote dei Comuni e altrettante con aumento di capitale. Tutte le azioni resteranno nel patto di sindacato, garantendo la maggioranza pubblica. L’unico vincolo posto è l’uscita da eventuali società con gestione “in house”.

Fondazioni. Carpi e Mirandola propongono un raddoppio della quota in Aimag, attualmente al 10%, con estensione da 3 a 5 anni del piano industriale (2016/2020), un comitato strategico di 5 componenti, un amministratore delegato. I loro soldi saranno determinanti per le future strategie.

Canarbino. Mette gli occhi su Sinergas e propone la costituzione di una newco con un’opzione Put: anche in questo caso la compagine societaria verrebbe ripartita in modo da garantire il controllo di Sinergas da parte di Aimag.

F.lli Baraldi. L’azienda di Staggia si pone come partner operativo mettendo sul piatto le competenze nei cantieri e nell’ambiente.

Francesco Dondi

Serena Arbizzi

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