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Furto dei motori Ferrari: ora le indagini si allargano

di Stefano Totaro
Furto dei motori Ferrari: ora le indagini si allargano

I carabinieri fanno accertamenti anche sul tipo di restauri a cui la carrozzeria doveva sottoporre i telai delle due auto d’epoca. Il titolare: «Si tratta di repliche»

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Furto dei due motori di Ferrari d’epoca, un colpo da 200mila euro su cui ora i carabinieri stanno svolgendo accurate indagini.

Indagini che vanno oltre al furto in sé, quasi sicuramente portato a termine su commissione e per il quale si sono già svolti sul campo i necessari interventi di rito, ovvero i vari sopralluoghi della scientifica per prelevare eventuali impronte, le analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella strada per appurare se il furgoncino dei ladri sia stato inquadrato e quant’altro di routine.

I carabinieri stanno indagando sull’intera vicenda, che ha portato i telai e i motori delle due Ferrari d’epoca del 1959 e del 1961 ad essere spediti dalla California a Modena per riparazioni e restauri, o meglio, per effettuare delle cosiddette “repliche”, ovvero delle modifiche. Su questo aspetto e sul furto le dichiarazioni di Enzo Baldi, il figlio di Marco, il “maestro” del restauro, conosciuto nell’ambiente dei collezionisti e dei restauratori che ora ha passato i testimone dei lavori e dell’officina Protauto ai figli. L’officina non rientra in quelle cosiddette autorizzate Ferrari.

Enzo Baldi racconta: «Mio padre è spesso all’estero per lavoro, nell’ambito dei restauri e del collezionismo. Era appunto negli Usa dove ha conosciuto i due signori della California che volevano effettuare un intervento sulle loro due Ferrari, sia ai telati che ai motori, questi ultimi da riparare perché non funzionanti. Il nostro laboratorio-officina, in via della Tecnica, era solo uno dei luoghi della intera operazione. Ad eseguire i lavori saremmo stati in tre: un altro carrozzaio a Casinalbo, noi Baldi e poi c’era il meccanico per il motore, che deve essere uno super esperto perché la tipologia stessa dei motori richiede perizia estrema. I due motori erano da circa un mese nel nostro capannone. Erano lì perché dovevamo vedere se, intervenendo sulla carrozzeria, c’era lo spazio sufficiente per ricollocarvi il motore. Tutto deve essere fatto a misura».

Ma qual era il lavoro richiesto?. «Noi dovevamo fare una replica. Si chiamano così. Attenzione - spiega Enzo Baldi - non si tratta di copie, altrimenti sarebbe la creazione di un falso, ma si tratta, ad esempio, di modifiche da apporre ad un originale. Io mi metto al lavoro, a mano con il martello e la lamiera, come si faceva una volta, e rifaccio quel tipo di pezzo, modifico per trasformarlo in un altro pezzo. È tutto controllabile, su ogni pezzo cambiato, sull’intera replica c’è poi scritto che è stato effettuato l’intervento, c’è la nostra firma».

Restauri, restyling o, vien da pensare, trasformazioni.

«Quanto al furto - prosegue Baldi - è indubbiamente su commissione, come hanno del resto detto i Cc, ma spero che chi ha portato i motori via si accorga che è difficile ripararli, che quindi li abbandoni. Adesso tornano di moda quei modelli GT degli anni 60 ma il motore deve funzionare. I ladri sono entrati con facilità nel capannone, hanno smontato le cerniere della porta dall’esterno e poi, non appena ha suonato l’allarme , che ha captato l’intrusione all'interno, hanno coperto i sensori con degli stracci e così l’allarme ha taciuto. Hanno poi rotto la centralina ma l’orario del colpo è rimasto: hanno agito tra le 20.30 e le 21 di domenica, forse delle telecamere in zona hanno filmato il loro passaggio. Chi sapeva che c'erano i motori? Mah, da quando erano qui avremo avuto un giro sì e no di una quindicina di persone, di clienti cioè. A volte c’è chi fa foto perché vede questo o quel telaio di auto. Non saprei proprio».

Allo stato attuale, informano i carabinieri, non ci sono indagati. I militari però vogliono fare chiarezza sull’intera vicenda, scoprire che fine abbiano fatto i motori, chi sia il mandante del furto e, anche e non in modo secondario, vederci molto chiaro sulle “repliche”.

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