Otorino e chirurgia della mano al top
Sono i reparti che insieme valgono la metà dei ricoveri a pagamento in termini di fatturato per la libera professione
Oltre un milione e mezzo di euro. A tanto ammonta l’apporto nel bilancio del Policlinico dell’attività di libera professione tra ricoveri ordinari e day hospital.
Eccezion fatta per le attività ambulatoriali, che in termini numerici sono la maggior parte e sono al di fuori di questa statistica, gli interventi chirurgici sono in un anno 293, più di uno al giorno se togliamo i sabati e le domeniche. E di questi una buona fetta arriva anche da fuori provincia.
È questa una delle cartine di tornasole della sanità che funziona, quella in grado di genere un “turismo sanitario” a caccia dell’uno o dell’altro professore. Perché? Perché ci si fida, perché si cerca una determinata professionalità in una particolare area specialistica.
Se il Policlinico, nel momento della sua rinascita, cerca infatti la riconferma, in alcuni ambiti sembra esserci già riuscito. Sul particolare podio delle discipline che hanno una maggiore capacità di attrazione per gli interventi a pagamento ci sono chirurgia della mano e l’otorinolaringoiatria.
Nella tabella pubblicata qui a fianco trovate i dati dell’attività 2014, l’ultima completa a disposizione: guardando l’attività del reparto e dividendo per il numero di interventi, si può ottenere una cifra media per ogni intervento. Va detto che si tratta di un dato da prendere con le molle, non essendo una media vera e propria perchè tutti gli interventi chirurgici sono uno diverso dall’altro e necessitano di diversi giorni di recupero, ma ci si può fare un’idea: in media un ricovero in libera professione - che comprende il costo dei sanitari, della tecnologia utilizzata per l’intervento e il ricarico amministrativo della quota versata all’ospedale - passa dai circa 3mila euro della chirurgia pediatrica agli oltre dodici della chirurgia oncologica. La disciplina con il maggior numero di interventi a pagamento in libera professione è la Chirurgia della Mano (89 ricoveri per 388.858 euro), diretta dal professor Antonio Landi fino a pochi mesi fa e oggi dal professor Roberto Adani, mentre quella con il fatturato più alto è Otorinolaringoiatria (61 ricoveri per 418.435 euro), diretta dal professor Livio Presutti. Senza dimenticare anche altre realtà: Odontoiatria e Maxillo Facciale dei professori Ugo Consolo e Luigi Chiarini, e la Chirurgia Plastica Ricostruttiva del professor Giorgio De Santis.
L’interrogativo che resta aperto è quello dell’attesa: che tempi di risposta ci sono tra il momento della diagnosi e quello dell’intervento? E che differenza c’è tra il regime di libera professione e quello statale? È ciò su cui la Regione Emilia Romagna ha chiesto di lavorare in questi ultimi mesi, e i risultati stanno arrivando, ma la logica del “pago” quindi “esame subito” è quella che più di tutti mina la tenuta del servizio pubblico almeno in termini di opinione pubblica.
Dietro alle file si sa che ci sono medici che fanno il loro lavoro, e che lo fanno anche molto bene. La conferma è che in tanti ce li invidiano, ma l’accesso ad alcune prestazioni resta sempre e comunque un problema da risolvere.
Il bilancio del Policlinico per quanto riguarda le prestazioni in libera professione non è però solamente quello degli interventi più complessi, anzi. Basta scorrere l’elenco delle specialità e delle opportunità che ci sono a livello ambulatoriale per rendersene conto, sia per la libera professione individuale, esercitata da un unico professionista, sia per la libera professione in equipe. In questo caso la ricerca delle informazioni, sarà perchè sono quelle di massima fruibilità per il pubblico, sono molto più semplici e addirittura i tariffari sono pubblicati sul sito dell’ospedale in modo tale che ogni paziente possa decidere liberamente e sapere i prezzi di riferimento, anche nell’ottica della copertura assicurativa nel caso si possa contare su una polizza. Non basterebbe un giornale intero per fare un elenco dettagliato dei servizi proposti: tac, risonanze, prelievi, ecografie ma anche biopsie e consulti. Sempre, però, con tutte le liste d’attesa del caso...
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