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Rifiuti, critiche le imprese : «Il porta-a-porta così non va»

La raccolta dei rifiuti “porta a porta” per le aziende portata avanti a Modena dal Comune e Hera non va per niente bene, almeno così come è stata organizzata. È questa la sensazione che si coglie nei...

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La raccolta dei rifiuti “porta a porta” per le aziende portata avanti a Modena dal Comune e Hera non va per niente bene, almeno così come è stata organizzata.

È questa la sensazione che si coglie nei capannoni delle piccole e medie imprese dei Torrazzi dove lo scontento è palpabile. La segnalazione arriva da Enrico Malagoli, titolare col fratello Gabriele della storica azienda Malagoli Aldebrando, da pochi anni nel nuovo stabilimento ai Torrazzi.

«Con le nuove disposizioni - dice - le imprese saranno tenute a gestire direttamente, all'interno dell'area dell'impresa, i diversi contenitori per la differenziazione dei rifiuti; dopodichè dovranno ovviamente preoccuparsi di portare all'esterno, giorno per giorno, le diverse tipologie di rifiuto previste dal calendario della raccolta porta a porta». Tutto bene fin qui, prosegue Malagoli, anche nella sua veste di responsabile del comitato di Modena di Confimi Emilia. «Peccato però - dice con il dito puntato - che diverse aziende, e noi fra queste, non produciamo rifiuti da differenziare. Chi lo fa è già organizzate e conferisce i rifiuti ad aziende specializzate nello smaltimento».

Ricordando che le imprese oggi pagano quote Tari molto “salate”, queste somme risultavano in parte plausibili fino a quando i cassonetti erano esterni, con la conseguente impossibilità di verificarne l'uso da parte della singola azienda.

«Ora invece - sottolinea - sarà possibile una pesatura precisissima, ma non ci risulta che sia previsto un conseguente intervento sulla tariffa». Evidenziando allora come quella della raccolta dei rifiuti sia «una partita opaca, che lascia il dubbio che venga utilizzata per fare cassa indipendentemente da considerazioni direttamente riferite al servizio» l'imprenditore di Confimi ha una richiesta precisa nei confronti degli enti locali. «Vorremmo chiarezza sulle responsabilità - dice - vorremmo equità nella distribuzione dei costi. Vorremmo insomma maggiore trasparenza e collaborazione».

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