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Bper ancora giù in Borsa «Erogheremo 6 miliardi»

Bper ancora giù in Borsa «Erogheremo 6 miliardi»

«Sono i nuovi finanziamenti che prevediamo per famiglie e imprese nel 2016» «Anche per questo sono ingiustificate le reazioni scomposte a Piazza Affari»

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Continua la fase negativa per i titoli bancari alla Borsa milanese in cui è coinvolta Bper Banca, che anche ieri ha sofferto a lungo per riprendersi verso la fine della seduta e chiudere con un contenuto - 0,44% a quota 5,62. Nella giornata di Piazza Affari da segnalare viceversa il rimbalzo del titolo Ferrari, in costante difficoltà dal giorno dell’esordio e ieri finalmente tornato in territorio positivo con un significativo +8,59 a 38,80.

Ma i protagonisti negativi restano i titoli bancari e i vertici di Bper Banca non nascondono stupore per queste speculazioni su un istituto di credito di cui si ribadisce la notevole solidità. Per questo è interessante il parere del d.g. Fabrizio Togni su questa fase delicata alla Borsa milanese.

«È difficile trovare qualche motivazione di fronte alle reazioni scomposte cui assistiamo negli ultimi giorni in Borsa - dice Togni - Una situazione che non ci tocca sul fronte della operatività quotidiana. L'attività creditizia si sta sviluppando in modo positivo e può essere sintetizzata con un dato: abbiamo l'obiettivo di erogare 6 miliardi di nuovi finanziamenti nel 2016. Credo che questo sia il migliore indicatore per attestare la vicinanza della banca alle imprese e al tessuto economico e sociale delle zone in cui opera».

«Il 2015 ha segnato una decisa inversione di tendenza in chiave positiva rispetto agli anni precedenti, come è emerso dall'ultima trimestrale e come sarà confermato dal bilancio che presenteremo a breve. Sottolineo in particolare una diminuzione del flusso di ingressi a sofferenza e un aumento del livello delle coperture, che è ormai oltre il 42%. Intanto procede il rafforzamento patrimoniale: al 30 settembre il Cet 1 ratio nella versione transitoria superava il 12%, il Gruppo Bper ha un'eccedenza di capitale di oltre un miliardo rispetto al requisito minimo, pari al 9,25%, richiesto dalla Bce. Continuiamo quindi a lavorare con determinazione e fiducia. Quanto alle procedure di vigilanza continuativa della Bce, che riguarderanno la nostra come altre banche nelle prossime settimane - conclude Togni - si tratterà unicamente di approfondimenti già annunciati per confrontare le modalità di gestione del credito problematico adottate dai vari istituti. Anche sotto questo profilo stupisce assistere a reazioni tanto scomposte in ambito borsistico».

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