Gazzetta di Modena

Modena

processo aemilia

Nuovi sequestri per le parti civili, pure contro i Bianchini

Nuovi sequestri per le parti civili, pure contro i Bianchini

SAN FELICE. Non passa giorno che non dimostri in qualche modo il pasticcio della mancata costituzione di parte civile del Comune di San Felice e dell’Area Nord all’udienza preliminare processo...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Non passa giorno che non dimostri in qualche modo il pasticcio della mancata costituzione di parte civile del Comune di San Felice e dell’Area Nord all’udienza preliminare processo Aemilia.

Il Gup Francesca Zavaglia ha infatti disposto un nuovo sequestro di beni agli imputati rinviati a giudizio il 21 dicembre nel processo contro la cosiddetta 'ndrangheta emiliana, accogliendo la richiesta di enti territoriali costituiti parte civile nell’udienza preliminare: Regione, Provincia di Reggio Emilia e alcuni comuni reggiani. «Si tratta - precisa l’agenzia Ansa - di sequestri conservativi, a tutela delle ragioni creditorie delle parti, che si aggiungono ai sequestri preventivi già eseguiti». Così in favore della Regione, assistita dall’avvocato Alessandro Gamberini, il sequestro è per la complessiva somma di un milione nei confronti degli imputati contro cui è costituita; per la Provincia di Reggio, rappresentata dall'avvocato Salvatore Tesoriero, su tutti i beni indicati nell'istanza, fino alla concorrenza di 500mila euro; per ciascuno dei Comuni, Reggiolo, Gualtieri e Bibbiano, Montecchio e Brescello, fino a 150mila euro ciascuno. In particolare si tratta dei beni di Michele Bolognino, considerato uno dei capi dell'associazione di tipo mafioso contestata dalla Dda, dell’imprenditore Augusto Bianchini e la moglie Bruna Braga, poi di Antonio Valerio, Gaetano Blasco, Palmo e Giuseppe Vertinelli, Vincenzo Mancuso, Antonio Cianflone, Francesco Matacera, Gianni Floro Vito, Carmine Belfiore e Alessandro Bianchini.

Il sequestro è stato concesso sui beni indicati nelle istanze, con il parere favorevole della dda (pm Marco Mescolini), ad eccezione della società Antichi Sapori Srl.

Per gli altri beni, il giudice osserva come siano «intestati a soggetti terzi, gi ritenuti prestanome degli imputati, con ci questi ultimi manifestando di essere in grado, anche tramite plurime intestazioni fittizie, di disperdere la garanzia patrimoniale». Già... (a.setti)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google