Aimag, è una corsa a tre Tea e Fondazioni alleate?
Stasera si inizia a discutere il futuro della multiutility e la politica dovrà decidere L’azienda mantovana può trovare la spalla finanziaria, Hera non chiarisce i piani
Aimag, giù la maschera. Inizia stasera il percorso di avvicinamento ad uno svolta strategica epocale per la multiutility carpigiana e della Bassa. Perché alle 20,45, nella sala Congressi di via Peruzzi quattro consigli comunali - Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera - prenderanno visione delle sette proposte di partnership recapitate qualche mese fa. Sette offerte diametralmente opposte tra loro, che saranno analizzate da e Gianpaolo Chimenti di “Price waterhouse Coopers SpA”, la società che ha elaborato nelle scorse settimane un prospetto di confronto tra le offerte. Un lavoro che di fatto elimina diversi concorrenti - Canarbino propone solo la vendita di energia elettrica; Austep punta esclusivamente al servizio idrico integrato e gestione ambiente; F.lli Baraldi si pone come forza lavoro, ma senza strategie - lasciando quindi in lizza il gigante Hera, la più similare Tea e i soci correlati di Piacere Aimag in accoppiata con la multiutiliy toscana Estra.
Ebbene, i consiglieri, a cui sarà demandata la strategia futura da declinare nel bando di gara per individuare il partner futuro, prenderanno visione delle idee e poi inizieranno a discutere. I quesiti al momento riguardano soprattutto la strategia che si vuole dare ad Aimag negli anni a venire: semplice succursale di Hera o addirittura inglobata dalla grande società per azioni oppure azienda a forte vocazione territoriale, rinforzata da una stretta sinergia con Tea? È su queste prospettive che si gioca la partita nella quale avranno un ruolo attivo le Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e Mirandola, pronte ad acquistare fino ad un 10% del capitale sociale, associando l’operazione finanziaria a quella di “multiutility (compatibile dal punto di vista tecnico, industriale e dimensionale)”. Un identikit che corrisponde perfettamente a quello di Tea, azienda mantovana dalle dimensioni similiari a quelle di Aimag e con progetti integrabili. Cosa che invece non si può dire di Hera, la quale, forte della sua potenza di fuoco, non solo mira ad inglobare Aimag, ma rende nebulosa la propria strategia sull’operazione, rinviando a data da destinarsi “modi, quote azionarie e temi in funzione di obiettivi/vincoli dei soci pubblici”. Ed Hera era stata piuttosto sibillina fin dalla proposta iniziale di partnership, annunciando la volontà di voler tutelare i 35 milioni di investimento già effettuati in Aimag. Ecco allora che l’ipotesi di vedere la spa ancora presente in minoranza nella multiutility carpigiana, ma con un peso specifico inferiore dovuto alla presenza di un socio forte, appare poco probabile. Non si può quindi escludere un’eventuale uscita di scena di Hera, il che lascerebbe campo ad un nuovo modello di gestione: dove la “piccola” Aimag si trasformerebbe in un’azienda di medie dimensioni (con Tea e Fondazioni varrebbe circa 400-450 milioni di euro), ma ben radicata sul territorio e con logiche di sviluppo chiare e definite. Ma adesso la strategia spetta alla politica...
Francesco Dondi
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