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Che successo la concia del maiale

Che successo la concia del maiale

In tanti alla tradizionale sagra, nonostante la querelle con l’Ausl

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MONTEFIORINO. Nonostante le polemiche (ma forse in parte anche per queste), è andata molto bene a Montefiorino la tredicesima edizione della Concia del maiale che ha acceso un’antica tradizione che qui vanta una riconosciuta eccellenza, in particolare per la speciale arte di bollitura dei ciccioli e la famosa salsiccia della Val Dragone. Il casus belli è noto: la comunicazione dell’Ausl di venerdì in cui segnalava che la carne cruda non poteva essere commercializzata in base ad una legge europea del 2004. Gli organizzatori, pur sorpresi perché negli anni passati non c’era stato alcun problema, non si sono comunque persi d’animo e hanno deciso di fare firmare una liberatoria a chiunque avesse voglia, oltre che di degustare, di portare a casa qualcosa. E il bilancio finale ha pagato: «Abbiamo avuto quasi trecento presenze reali – sottolinea Stefano Corti, presidente dell’associazione culturale Terra Friniate nonché consigliere comunale leghista – con un ottimo riscontro anche da parte dei ristoratori locali, che avevano predisposto un menù ad hoc. Abbiamo deciso di dedicare questa edizione ai ragazzi di Vignola aggrediti e minacciati dai magrebini, perché riteniamo che la Concia sia anche una difesa della nostra tradizione, che gli altri devono rispettare. Siamo stati contenti anche della presenza dei consiglieri regionali della Lega Alan Fabbri e Stefano Bargi, che hanno sottolineato l’assurdità dello stop alla vendita e si sono impegnati a chiedere una semplificazione delle procedure sanitarie per chi organizza feste». L’iniziativa ha avuto anche il suo lato solidale, visto che gran parte del ricavato è stato devoluto all’Avis per la sua nuova sede.

Daniele Montanari

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