Galleria Estense di Modena, la nuova direttrice: «Voglio riempirla di turisti»
«Tesoro sottovalutato che merita di essere conosciuto non solo da chi sa di arte». Con i finanziamenti prevista una serie di restauri e manutenzione per l’Estense
MODENA «Ho trovato - spiega la nuova direttrice Martina Bagnoli - un'ottima situazione alla Galleria Estense allestita di recente, ora dovremo occuparci di aumentare il pubblico pensando a strategie che vadano oltre gli allestimenti per scuole e cronologici. Dobbiamo attirare giovani insegnando loro il valore del guardare lentamente le immagini visto che non siamo abituati. Per questo modificheremo anche a fondo il sito internet delle Gallerie».
La dottoressa Bagnoli, responsabile dell'unico museo autonomo d'Italia su più sedi (Modena, Ferrara e Palazzo Ducale di Sassuolo) ha preso possesso ufficialmente da un mese del suo ufficio e analizza la situazione tra cose che funzionano e altre che non vanno.
Dottoressa partiamo dai numeri, finanziamenti del museo.
«Dal punto di visto economico stiamo vedendo in queste ore quant'è il nostro bilancio, quindi non le posso dire con precisione, ma siamo molto felici dei finanziamenti appena arrivati in conto capitale. Per Ferrara il Ministero ci ha messo a disposizione poco tempo fa 970mila euro, mentre per la sede di Modena ne arriveranno 240mila necessari per restauri e manutenzione. Oltre a ciò abbiamo ovviamente i finanziamenti per la normale gestione museale e poi ovviamente dovremo occuparci di fund raising a Modena e Ferrara, due realtà che mi sembrano vive».
E i visitatori? Finora nei due musei sono stati pochi...
«A Ferrara, potendo contare sulla sede di Palazzo dei Diamanti un po' di più rispetto a Modena, ma certo quello è un problema. Dovremo cercare di raccogliere nuovo pubblico, soprattutto quello più giovane attraverso un miglioramento del sito internet».
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E poi c'è il nodo del personale, ne manca?
«A dire il vero qualcuno sì, oggi tra Modena, Ferrara e Sassuolo siamo in 105, il problema è che mancano alcune professionalità che dovrebbero arrivare presto. Penso a un restauratore interno al museo e a un informatico».
Qual è la situazione che ha trovato nei musei?
«Ho trovato qui davvero un'isola felice, a Modena inoltre oggi c'è un museo ben curato grazie a un allestimento molto recente. Sotto la Ghirlandina la star tra le opere d'arte è senz'altro il busto del Bernini, ma poiché è stato dotato di un basamento antisismico specifico che lo rende praticamente inamovibile ho intenzione di dedicarmi a capolavori più defilati».
Tra le sue priorità c'è quella di fare crescere i visitatori?
«Sì, il ministero ci incoraggia a fare questo perché in questi musei il pubblico è un po' sottovalutato e soprattutto non siamo nel circuito turistico classico d'Italia. Inoltre arrivano pochi giovani».
Come fare per farli venire a Modena e Ferrara?
«Abbiamo musei pensati per i conoscitori per cui serve un lavoro di interpretazione per portare più le opere nelle città: bisogna andare oltre l'allestimento per scuole e cronologia storica. I giovani immaganizzano molte immagini ogni giorno e dobbiamo insegnare loro lo slow looking, riscoprire il mondo e se stessi in maniera lenta».
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Gestire l'unico museo autonomo in tre città è complicato?
«Certo non è semplice, ma è entusiamante tenuto anche conto che ho intrapreso una bella alleanza con le tre amministrazioni comunali».
Ha lavorato molti anni all'estero, esperienza da applicare?
«Guardi in Italia c'è un mondo diverse, con difetti senz'altro ma anche pregi. In America l'autonomia dei musei è davvero completa e si è soli, in Italia c'è una forma di protezione dal ministero che in tante occasioni è utile».
Per la prima volta le Gallerie hanno un consiglio d'amministrazione, composto da lei, Mario Scalini, Fabio Donato, Meris Bellei, Antonio Riccardi e un comitato scientifico con Francesca Cappelletti, Sonia Cavicchioli, Francesca Piccinini e Giovanni Sassu.
«Queste persone mi aiuteranno rispettivamente per definire le strategie gestionali e la programmazione».
Il ministro Franceschini nei giorni scorsi le ha assegnato un altro luogo prestigiosissimo, la Biblioteca Estense.
«Il realtà l'Estense in qualità di biblioteca universitaria continuerà a dipendere dal settore biblioteche del ministero, per quanto riguarda i libri antichi e miniati ci saranno politiche di valorizzazione congiunte».
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