La “Ferrari di Ickx” con due padroni: in tribunale a Modena parla la vittima
Il caso della rara Ferrari appartenuta al campione di F1 Ickx: in tribunale depone il commerciante viennese di auto di lusso che aveva comperato e pagato il modello che nel frattempo era stato venduto a un altro cliente. Imputato per truffa è l'ex patron della Kerself. Ma lui sostiene di essere tranquillo e di aver restituito subito i soldi, 143mila euro
MODENA. «Sì, signor giudice, con quell’sms mi ha comunicato che quella Ferrari rarissima che mi doveva consegnare da tempo, già pagata, non era completamente originale. Ma era chiaro che non era vero: di nascosto, aveva già venduto quell’auto».
Così ieri mattina ha spiegato ieri mattina davanti al giudice la presunta vittima della maxi truffa: Peter Wiesner, importante commerciante viennese di auto di lusso e d’epoca. La deposizione, seguita da quello dell’avvocato di Stoccarda che doveva comprarla da Wiesner, è avvenuta nell’ambito del processo che vede come imputato Pier Angelo Masselli, ex patron della Kerself, l’azienda “green” di Correggio per anni quotata in Borsa e poi travolta da un crac, residente a Rio Saliceto di Reggio. È imputato per truffa e appropriazione indebita per la vicenda di una Ferrari gialla anni Settanta appartenuta a Jacky Ickx.
Parte civile è Wiesner (assistito dall’avvocato Roberto Chiossi) che sostiene di essere stato truffato: ha versato 143mila euro ma l’auto non arrivava mai perché era stata venduta a un manager tedesco. Wisner, con l’aiuto di un interprete, ha risposto a tutte le domande su quell’affare condotto con una controparte che conosceva da anni e con la quale aveva già trattato una ventina di auto di lusso.
Il punto in questione, secondo lui e l’accusa, è che Masselli non solo non avrebbe consegnato la merce - una splendida Ferrari 365 Gt4 Bb gialla, un tempo appartenuta di Ickx e usata come pole car a Montecarlo nel 1975 - ma con i soldi già versati avrebbe potuto concludere la trattativa segreta con un altro cliente. Per Wieser quell’affare - che ritiene essere una truffa - doveva concludersi con un pagamento di 239mila euro: per lui la perdita è di 90mila euro. Ma Masselli ha subito restituito i soldi appena l'affare è saltato e ritiene di essere a posto.
Prossima udienza il 3 febbraio.
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